Iacono lascia, Cassì tiene per sé Bilancio e Tributi: la Giunta resta a sei. Al momento

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Chi gestirà i conti del Comune di Ragusa dopo l’uscita di Giovanni Iacono? Per ora la risposta è nero su bianco: il sindaco Giuseppe Cassì. Con la determinazione sindacale numero 28 del 21 ottobre, pubblicata all’albo pretorio, il primo cittadino ha preso atto delle dimissioni dell’assessore e ha tenuto per sé, tra le altre, le deleghe al Bilancio e ai Tributi.

Le dimissioni e la Giunta a sei

Iacono aveva rassegnato le dimissioni con una nota protocollata il 19 ottobre, come avevamo raccontato. Si tratta di dimissioni irrevocabili, ricorda l’atto. Il sindaco ha scelto di non sostituirlo subito: la Giunta resta composta da sei assessori, mentre la legge regionale consente ai capoluoghi di provincia di arrivare fino a nove. Giovanni Giuffrida resta vicesindaco.

Chi fa cosa a Palazzo dell’Aquila

La determinazione rimette in fila le deleghe della squadra:

  • Elvira Adamo: politiche per l’inclusione, servizi sociali e pari opportunità;
  • Giovanni Giuffrida, vicesindaco: lavori pubblici, urbanistica, edilizia privata e scolastica, infrastrutture, servizi tecnologici, ambiente;
  • Catia Pasta: pubblica istruzione, personale, sviluppo economico, politiche agroalimentari ed euromediterranee;
  • Andrea Distefano: frazioni e contrade, tutela degli animali;
  • Simone Di Grandi: sport, politiche giovanili, digitalizzazione, innovazione e nuove tecnologie;
  • Giovanni Gurrieri: centri storici, mobilità, polizia locale.

Al sindaco restano turismo, cultura, eventi, Unesco, avvocatura, bilancio, tributi, sanità, protezione civile, università e ricerca, sviluppo di comunità e tutte le materie non delegate.

Una soluzione dichiaratamente provvisoria

L’atto stesso rinvia a un provvedimento successivo la «rideterminazione delle deleghe». È il segnale che la partita non è chiusa. Nei giorni scorsi a Palazzo dell’Aquila si è parlato apertamente di rimpasto, e Bennardo aveva chiesto pubblicamente chi avrebbe preso in mano i conti del Comune. La risposta, almeno per ora, porta la firma del sindaco. Il provvedimento è stato trasmesso al Consiglio comunale e all’assessorato regionale delle Autonomie locali.

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