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POLITICA DEGLI ACCORDI O POLITICA DEI CONTENUTI?
11 Dic 2014 06:34
Ci si chiede il perché i vertici dei partiti siano in grande crisi, perché la politica perda colpi di fronte all’elettorato tanto da vincere il partito del non voto come è successo in Emilia Romagna e in Calabria alle ultime regionali.
Se diamo uno sguardo ai partiti,oggi, ci si rende conto che la politica che propongono e di cui danno esempio è tipica di coloro che invece di spendersi per il Bene Comune, si spende per l’esigenza di spazio del politico di turno, e la gente ha capito il vecchio giuoco, trito e ritrito, cui siamo stati avvezzi dentro i partiti, che rischiano sempre più un’ingessatura senza ritorno.
E’ la mentalità dei vertici, che ha stancato dello stile “armiamoci e partite”, è la politica dei prestigiatori alla ricerca di visibilità e portatori di un solito modo di fare politica del tipo “Io ti rappresenterò e tu mi dai il voto in quanto sono più bravo” ,che ha stancato, per cui si assiste sempre più ad uno scollamento tra gente e politica, gente e partiti, portatori di parole nuove ma dei consueti atteggiamenti arroganti e del tipo “la politica la so fare io” e tu mi deleghi, del tipo come in quella favola di Esopo che vedeva un bue che arava, e una mosca sul groppone, a cui qualcuno chiese “Che Fai?” e la mosca stanca rispose ” Vedi, ariamo”.
Il politico sempre più assomiglia a quella mosca nel consueto gioco del potere!!! Oggi, i giochi sono palesi e la gente è smaliziata e ha capito, per cui sempre più difficilmente crede nella democrazia rappresentativa e si rivolge ad altri tipi di Democrazia, come notava Stefano Rodotà, in un’intervista, diretta o partecipativa, anche se crede sempre meno alla propria partecipazione, in quanto la corruzione della politica, o meglio di certi politici induce a non credere in niente, comunque crede sempre meno alle chiacchiere e vuole fatti veri e tangibili, ma in un sistema non ingessato.
La democrazia diretta, come intesa dal M5S, non è applicabile perché i tempi storici sono diversi, perché la realtà del non consenso anche alle ultime elezioni dice questo.Il M5S ha perso consensi.
E’ la democrazia partecipativa, i progetti reali, che abbiano ricadute sui territori, ad essere richiesta dalla gente, che vuole uscire dalla logica della politica degli accordi,per cui i vertici si mettono d’accordo e la gente come massa inerme lascia al politico di turno di fare politica, magari per i suoi interessi personali.
Questo è il sistema ingessato dei partiti in crisi. La gente negli incontri vuole partecipare, dire la sua senza tesi precostituite, ma in fieri. E’ la democrazia il problema dentro i partiti e fuori dei partiti. Ma la politica dei contenuti non si improvvisa solo facendo tavoli operativi, in cui l’idea è quello di convincere sulle proprie tesi o manovrando la gente. La gente capisce. La gente vuole la soluzione dei problemi, ma la vecchia politica continua ammantata di nuovo ad agire sempre allo stesso modo!!
Noi, come Osservatorio Interpartitico Po Sicilia, nei nostri tavoli operativi sulla cultura, sul sociale,sull’economia, cerchiamo di mettere in atto questo nuovo modo di fare politica, ma è una lotta con il vecchio sistema e ci ritroviamo sempre a lottare con una vecchia mentalità e atteggiamento dei partiti medesimi .
Noi cerchiamo di mettere in atto progetti rivolti ai giovani in questo senso della democrazia partecipativa, stando lontani dalla politica degli accordi, che critichiamo e non condividiamo.
Noi lottiamo perché le idee diventino fatti tangibili sui territori con le nostre forze e quindi facciamo e siamo portatori di una nuova politica che è quella della democrazia partecipativa rivolta essenzialmente ai giovani, che sono coloro che la capiscono, nelle scuole, ad esempio con i tavoli operativi. Ne abbiamo fatti nove nel 2014 in tutti i settori.
Anche l’incontro sulla politica culturale turistica nel territorio che va da Catania a Messina, a mascali, giorno 14 dicembre, ha questa prerogativa della democrazia partecipativa.
Il percorso, però è lungo ma non miope.
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