Piscina chiusa, promesse finite in acqua: a Modica (ri)scoppia il caso sport

A Modica il caso della piscina comunale di via Sacro Cuore torna al centro del dibattito politico. A sollevare nuovamente la questione sono alcuni esponenti dell’opposizione, tra cui il consigliere Paolo Nigro, che contestano all’Amministrazione guidata dalla sindaca Maria Monisteri – anche rappresentante provinciale del CONI – i ritardi nella riapertura dell’impianto.

Una vicenda che si trascina da mesi e che, tra annunci, polemiche e interrogazioni consiliari, continua a lasciare centinaia di utenti senza una struttura natatoria funzionante.

Dalla chiusura improvvisa agli annunci di riapertura

La piscina era stata al centro delle cronache già a settembre 2025, quando l’Amministrazione aveva parlato di una pesante situazione debitoria del gestore prorogato da anni, con una morosità che avrebbe superato i 200 mila euro nei confronti del Comune. Da lì la decisione di inibire la riapertura della stagione sportiva di ottobre.

Nei mesi successivi, tuttavia, erano arrivati segnali rassicuranti. A novembre un comunicato ufficiale annunciava una riapertura imminente, mentre durante la relazione annuale di dicembre la sindaca dichiarava che i lavori sarebbero stati completati “a giorni”, consentendo l’immediata ripartenza dell’impianto, con la possibile riapertura entro fine 2025.

Ma dicembre è trascorso, gennaio pure, e oggi – a metà febbraio – la piscina risulta ancora chiusa.

Il nodo del debito e il nuovo bando

Tra i punti più controversi resta la reale entità del debito contestato al vecchio gestore. In Consiglio comunale le cifre sarebbero state ridimensionate rispetto ai primi annunci pubblici, ma – denunciano le opposizioni – non vi sarebbe ancora chiarezza definitiva sull’ammontare effettivo né sull’eventuale compensazione.

Il consigliere d’opposizione Alessio Ruffino ha intanto presentato un’interrogazione formale chiedendo:

  • date certe sulla riapertura;
  • aggiornamenti sullo stato dei lavori;
  • informazioni sul nuovo bando di affidamento;
  • chiarimenti sull’effettiva entità del debito e su eventuali compensazioni.

Interrogativi che attendono risposta in aula.


Lavori e investimenti a rischio

Nel frattempo la struttura è stata interessata da lavori di efficientamento energetico e da interventi legati ad Agenda Urbana, per un investimento complessivo che sfiora il milione e mezzo di euro.

Secondo quanto segnalato da residenti della zona, però, l’impianto sarebbe oggi totalmente al buio nelle ore serali e privo di custodia, con gruppi di ragazzi che sostano all’interno del perimetro. L’ondata di maltempo delle scorse settimane avrebbe inoltre provocato la caduta di alberi sulle vetrate esterne, con possibili danni ancora da quantificare.

Le opposizioni sollevano anche dubbi sulle condizioni interne: con gli impianti fermi da mesi, si teme che l’acqua possa ristagnare nelle vasche e che le tubature possano deteriorarsi, aggravando ulteriormente tempi e costi per una futura riapertura.

Il paradosso politico

Il caso assume un peso politico particolare perché, accusano le opposizioni, a guidare l’Amministrazione è una sindaca che vanta un lungo percorso nel mondo sportivo e un ruolo di rappresentanza nel CONI.

“Più che accuse reciproche – sottolineano Nigro e altri esponenti di minoranza – servono dati chiari e soluzioni concrete”.

La piscina chiusa, il Geodetico utilizzabile solo con il bel tempo, lo stadio Pietro Scollo senza illuminazione nelle ore pomeridiane, il PalaScherma fermo e il PalaRizza aperto solo in casi limitati: il quadro delle strutture sportive modicane, secondo l’opposizione, sarebbe oggi tra i più critici degli ultimi anni.

In attesa di risposte

La domanda che rimbalza sui social e tra le famiglie degli atleti è sempre la stessa: quando riaprirà la piscina comunale?

Per ora restano gli annunci del passato e un impianto chiuso da mesi. Le opposizioni chiedono che la questione venga discussa in Consiglio comunale con numeri, atti e tempistiche ufficiali.

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