PERCHE’ NASCE L’ASSOCIAZIONE “POPOLARI ITALIANI PER L’EUROPA”

L’Italia deve tornare ad identificarsi in identità culturali capaci di ispirare le forze politiche, riconoscendo i filoni culturali tradizionali che debbono essere adeguati alle nuove realtà politiche ed economiche.

Il tentativo di dare vita ad una Associazione che si richiama ai valori del popolarismo può sembrare anacronistico e velleitario perché l’odierna società rifiuta spesso schemi che si richiamano a matrici culturali.

A ben vedere questa ipotesi è in contraddizione con le inquietudine sociali che a volte rendono i cittadini intolleranti verso la politica. Ma noi siamo convinti che senza radici non c’è futuro.

La lunga transizione politica e sociale che ha aumentato questa difficoltà iniziata all’alba degli anni ’90 mostra oggi più che mai tutte le sue contraddizioni ed i suoi fallimenti. Da qui bisogna partire per la ricostruzione della politica e la rinascita del Paese.

La via d’uscita da questo impasse sta proprio nella ri-costruzione della politica, attraverso il recupero di quella cultura che ha determinato la crescita del Paese dal dopoguerra sino agli anni ’90, ovvero il popolarismo ed il cattolicesimo impegnato in politica.

E’ necessaria una rivincita del popolarismo che nella sua lunga storia aveva messo al centro della strategia politica la persona, non chiusa nella sua sfera individuale, ma come componente di una comunità civile per determinare il bene comune.

L’Associazione si propone di superare il personalismo esasperato che ha umiliato la politica e ha creato dissidi nella società. Approfondire i contenuti culturali e politici per poter determinare un nuovo modello ordinamentale che salvi la Repubblica e rafforzi le istituzioni.

Primo compito sarà quello di contribuire alla scelta sul tipo di ordinamento che serve all’Italia, se parlamentare o presidenziale. E’ la decisione fondamentale per individuare le conseguenti riforme, costituzionali ed elettorali in primis, che servono per la ricostruzione della politica. Il dibattito di queste ore ci chiama ad una serena riflessione per concorrere a definire una scelta coerente con la nostra tradizione e con le esigenze di una moderna democrazia europea.

Alcuni di noi, deputati europei, per tutte queste ragioni, hanno preso l’iniziativa di offrire un contenitore culturale e politico strettamente legato al PPE, per raccogliere adesioni, superando il riferimento ai partiti italiani cosi come appaiono dopo le elezioni politiche, per aggregare tutti i moderati che possono riconoscersi nel filone culturale italiano e europeo, cattolico e laico.

Le prospettive europee che sono cosi importanti per il destino del nostro Paese ci consigliano di rafforzare la nostra autonomia e la nostra identità per poter essere protagonisti nelle istituzioni europee. Queste debbono rafforzare ruolo e strategia politica, perché l’unità dei popoli deve essere politica: infatti la sola unità monetaria senza strategia politica porta a un crescente antieuropeismo.

A differenza che in Italia, dove è disperso in tanti rivoli, in Europa e nel suo Parlamento il popolarismo è forza politica protagonista  e costituisce un riferimento essenziale. È tempo che anche in Italia la cultura del cattolicesimo liberale e democratico torni a organizzarsi perché possa spiegare i suoi effetti positivi.

Con questo obiettivo nasce, dunque, “l’ASSOCIAZIONE POPOLARI ITALIANI PER L’EUROPA”, che vuole contribuire alla definizione di un nuovo ruolo per partiti ancorati ad una tradizione sempre viva ma da aggiornare ad una società in continua trasformazione. Un progetto antico e moderno allo stesso tempo che ha come principale obiettivo la crescita di una classe dirigente giovane, competente ed ancorata ad un’identità politica compiuta. Saranno loro a organizzare l’Associazione sul territorio ed a costituire, se ve ne saranno le condizioni, l’ossatura di un partito politico diverso che dovrà nascere esercitando forza attrattiva dei moderati e riformisti di ispirazione cristiana ora tra movimenti e blocchi politici contrapposti.

Se sappiamo ricercare e interpretare nella società un sentimento, un impulso, un moto d’animo che pur esistono, saremo capaci di rivitalizzare un movimento culturale e politico indispensabile per conservare la democrazia e rispondere con la forza della nostra storia e con i programmi che il presente ci impone a questa drammatica fase della storia del Paese.

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