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PER OGNI PROBLEMA UNA SOLUZIONE
16 Ago 2014 11:09
E’ oramai prassi comunicativa consolidata da parte del politico di turno quella di fare ricorso per la soluzione di un problema che interessa la collettività al generale sentire comune magari racchiuso in due parole esprimenti collera e rabbia.
In un paese democratico è il potere politico che attraverso la sua emanazione regolamenta, modifica corregge o innova la struttura organizzativa nazionale nei suoi diversi aspetti.
L’intervento legislativo politico è chiaramente correlato allo status che il paese vive o attraversa in quel determinato periodo storico.
Negli uffici pubblici – tanto per esemplificare – negli anni settanta non era installata l’aria condizionata durante il periodo sia estivo o invernale. Se c’era caldo sui tavoli dei dipendenti pubblici c’era solo un ventilatore.
Nei periodi di crisi che stiamo attraversando uno dei colpevoli è costantemente individuato nella burocrazia che non solo è lenta e farraginosa arrecando in tal modo difficoltà di ogni genere a quanti sono costretti a rivolgersi ad essa magari per ottenere il rilascio di una semplice autorizzazione. Sostanzialmente sarebbero i burocrati a decidere e governare in mondo oramai globalizzato in cui siamo costretti a vivere.
Ma non solo. E’ rappresentato orribilmente scandaloso il trattamento economico di cui gode un dipendente di strutture parlamentari, comprese quelle regionali, svolgenti mansioni o compiti neppure a livello dirigenziale.
L’esemplificazione potrebbe continuare ma lo impedisce l’esigenza di porci una semplice seppure retorica domanda. Questi privilegi, perché in effetti tali sono, i loro fruitori se li sono concessi o autorizzati da loro stessi oppure sono pratiche applicazioni di contratti approvati dagli organi politici di cui non fanno parte?
Chi ha la possibilità vera e reale di funzionalizzare la struttura burocratica eliminando leggi e regolamenti, che il burocrate ha l’obbligo di rispettare e osservare, se non il politico attraverso proposte concrete di semplificazione legislativa depurate da parolaie indignazioni dirette solo a cercare consenso?
Durante quest’inverno in una trasmissione televisiva apprendemmo quello che accadde ad un venditore di pesce che si vide multato con una cifra piuttosto consistente perché non aveva riportato nella targhetta dove c’era scritto “sardine” posta sulla cassetta il nome, in lingua latina, del pesce stesso e ciò perché lo prescriveva la comunità europea con una legge successivamente fatta propria e condivisa dal parlamento italiano.
Il burocrate non gode satanicamente a rendere complicata e difficile l’attività del cittadino che si rivolge alla pubblica amministrazione. Anche lui deve rispettare leggi e regolamenti se non vuole subire conseguenze negative.
Si deve, piuttosto, andare a cercare la radice del problema se non si vuole discutere solo per il piacere di farlo e la sciare tutto come prima.
I politici, senza distinzione partitica, fin dagli anni sessanta hanno ritenuto di organizzare la struttura pubblica attribuendo alla stessa, con leggi e regolamenti, una posizione di superiorità operativa rispetto al cittadino che in un’ideale scala poggia i piedi in un gradino inferiore a quello ove si trovano quelli del burocrate.
Spesso accade che una norma di legge per il modo in cui è scritta origina interpretazioni diverse.
Ebbene, non ci vogliono soldi né imporre nuove tasse per risolvere il problema. Il politico si assuma il compito, che peraltro è doveroso che gli spetti, di far dire al parlamento quale era il vero significato che si volle dare a quella norma e si eviti, così, che per uno stesso fatto due cittadini possono essere destinatari di soluzioni diverse.
Fare quindi come si suol dire di tutta l’erba un fascio non solo è sbagliato ma si trasforma talora anche in mancanza di stile di eleganza nei confronti di chi, anche se la pensa diversamente, cerca comunque di ragionarci sopra.
Il politico quando mi parla in televisione non mi dica che non è affatto difficile diminuire – è solo un esempio fra tanti – dello 0,50 la spesa pubblica per destinarla ad una categoria nei cui confronti cerca consenso. Mi dica, piuttosto, nel particolare cosa devi tagliare. A quale altra categoria di persone devi dire che stai tagliando l’entrata finanziaria.
Per ogni problema ci vuole una singola soluzione. Il resto sono chiacchere.
Politicus
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