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PATRIZIA VALENTI HA RIUNITO ATTORNO A SÉ TUTTO IL TERRITORIO
31 Ago 2013 17:19
Sarà stata la capacità di Orazio Ragusa nel coinvolgere gli amici politici che si ritrova in tutta la provincia, di certo avrà influito molto lo charme di una delle più avvenenti signore della squadra assessoriale del presidente Crocetta, ma sta di fatto che l’incontro dell’Assessore Regionale agli Enti Locali con gli amministratori del territorio ha avuto grande successo con un riscontro di partecipazione eccezionale.
Non mancava quasi nessuno, le parlamentari Venerina Padua e Vanessa Ferreri, il Commissario della Provincia regionale, avv. Scarso, i Sindaci di Chiaramonte Gulfi, Vito Fornaro, di Comiso, Filippo Spadaro, di Giarratana, Barolo Giaquinta, di Ispica, Piero Rustico, di Pozzallo Luigi Ammatuna, di Ragusa, Federico Piccitto, di Scicli, Francesco Susino, che faceva gli onori di casa, di Santa Croce, Franca Iurato. Altrettanto nutrita la presenza dei vertici dei vari Consigli Comunali, da quello ospitante, di Scicli, Vincenzo Bramanti e da quello del capoluogo, Giovanni Iacono, per continuare con il Presidente e il suo Vice di Acate, Isaura Amatucci e Vincenzo Eterno, il Presidente di Comiso, Gigi Bellassai, il Presidente di Ispica, Giuseppe Quarrella, quello di Modica, Ignazio Garraffa, il vice Presidente di Pozzallo, Fabio Aprile.
Numerosi i consiglieri comunali che non hanno voluto mancare all’importante appuntamento, non potevamo tralasciare di notare la presenza dei Consiglieri di Ragusa, Nella Disca, Manuela Nicita e Sonia Migliore. Per la cronaca, era presente anche il Segretario Generale del Comune di Ragusa, dott. Buscema.
Brevissimo l’intervento introduttivo di Orazio Ragusa che si è detto felice di accogliere l’Assessore Patrizia Valenti per ascoltare, dalla sua viva voce, le ultime novità sulla importante tematica della abolizione delle province, convinto dell’opportunità che si offre a tutti gli amministratori di cogliere le opportunità della riforma, per il futuro amministrativo, giuridico e territoriale della nostra provincia.
Dopo i saluti del Sindaco di Scicli e della Senatrice Padua, è intervenuto Giovanni Iacono, Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa, anche nella veste di promotore della Conferenza permanente dei Presidenti di Consiglio Comunale dei dodici Comuni iblei. Intervento moderato, come sua consuetudine, ma che è andato spedito al cuore della questione: una riforma che non ha fatto vedere, ancora, gli esiti sperati, per cui gli stessi alleati di governo manifestano posizioni diverse, una ricerca esasperata di riduzione dei costi senza provvedimenti organici, senza i quali non si ottiene nulla. Ha rivendicato un ruolo per i territori che non possono subire scelte calate dall’alto. Per Iacono, sindaci, i consiglieri comunali, il popolo, tutti non sono stati consultati, addirittura si vuole stravolgere la democrazia di base mandando un consigliere di un comune ad interessarsi delle problematiche di un altro comune, si corre il rischio di moltiplicare i costi, invece di ridurli, moltiplicando le divisioni territoriali.
Prima dell’intervento atteso dell’Assessore, è stata la volta dell’on.le Vanessa Ferreri che ha esaltato la validità di questo tipo di incontri, in cui governo regionale e parlamentari vogliono cogliere informazioni e suggerimenti dai territori.
Patrizia Valenti ha esordito assicurando altre sue presenze, anche per sopperire alla carenza di comunicazione che, per sua stessa ammissione, non ha favorito i contatti fra i gruppi di lavoro, appositamente istituiti sulla materia, e i vari amministratori nelle varie realtà locali.
Contestualmente ha voluto fissare dei paletti, per sgombrare il capo da equivoci e difficoltà di comprensione dell’iter legislativo: intanto i problemi di ordine finanziario non hanno a che fare con la riforma. Se è vero che la Regione ha tolto 40 milioni di euro, è pure vero che i trasferimenti dello Stato sono stati ridotti di 110 milioni, vale a dire tre volte quello che non ha potuto erogare la Regione. E ha voluto sottolineare la parola ‘potuto’ per significare che soldi non ce ne sono, nessuno deve pensare che le erogazioni non si vogliano fare, ma, appunto, non si possono fare.
C’è una situazione di bilancio ingessata, si ha a che fare con le responsabilità politiche dei gestori del territorio. Si lavora per minimizzare i danni, i fondi per i settori locali sono al primo posto per attenzione dei membri del governo, si deve lavorare insieme per trovare le giuste soluzioni che garantiscano i servizi e tutelino i bisogni della collettività.
Ha poi voluto ribadire che fino a quando non saranno costituiti i Liberi Consorzi, le province continueranno ad esistere.
Nel frattempo si lavora adottando metodi di elevata concertazione, con lo studio di quelle norme transitorie che dovrebbero facilitare la riforma: si sa già che alcune competenze saranno passate ai Comuni, mentre altre andranno accentrate in Regione, qualcuna di queste, forse anche provvisoriamente, per poi andare anche a essere gestita in periferia, si tratta di delineare il profilo per quelle funzioni di area vasta che stanno alla base della riforma stessa. Riforma che, in ogni caso, non è ancora approvata, né immodificabile. L’Assessore Valenti ha ricordato, in proposito che i rappresentanti dei gruppi parlamentari si confronteranno con gli esperti dei gruppi di lavoro, ci sarà poi il dibattito in aula per arrivare alla approvazione definitiva. Non c’è un esito scontato, ma si deve fare di tutto per arrivare, comunque, ad un riordino del territorio.
Ci potranno essere novità nei limiti territoriali, si cercherà di difendere le identità culturali, si eviterà di calare scelte dall’alto, ma si deve procedere verso una razionalizzazione amministrativa, senza la quale non ci potrà essere sviluppo e progresso. Sono i territori che devono decidere il loro destino, consapevoli che il cambiamento nasce solo ed esclusivamente in loro favore. E per questo l’Assessore ha ammesso che anche la regione deve rivedere certe sue funzioni e deve coordinare meglio l’attività che resta al servizio dei cittadini.
Questi, in sintesi i punti salienti dell’intervento di Patrizia Valenti che, a ben guardare, non hanno portato le novità tanto attese, confermando che c’è un disegno preciso che si va portando in giro, ostentando disponibilità alle modifiche che, invero, non sono proposte. Si aspetta, in maniera quasi ineluttabile, la ‘roulette’ del passaggio in aula che, soprattutto per i tempi, pare affidata veramente al fato.
Non emergono proposte di modifica anche perché non ci sono progetti chiari e definiti da parte degli amministratori che lasciano trapelare solo un malcelato tentativo di lasciare le cose come stanno, più preoccupati, forse, della vacatio di democrazia, che li ha privati del rinnovo delle amministrazioni provinciali, che non di riuscire a trovare efficaci e funzionali metodi di riduzione dei costi.
Tutti gli interventi sono stati un ‘rosario’ di legittimi lamenti per la carenza ormai cronica di risorse, in parte non tenendo conto di quanto fissato in apertura dall’Assessore che aveva voluto porre in primo piano la consistenza della riduzione dei trasferimenti statali.
Significativo l’intervento di Gigi Bellassai, Presidente del Consiglio di Comiso, che, pur dicendosi gratificato per la concertazione che va apprezzata, esterna grandi preoccupazioni ricordando i grandi fallimentari tentativi di riforma come gli ATO gli ATO idrici, i GAL, che stridono di fronte alla sostanziale funzionalità delle province che hanno tenuto unito un territorio.
Il nostro Sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, ha voluto evidenziare le discrepanze provocate da una riforma affrettata, citando il caso del Consorzio Universitario che ricade ormai solo sulle spalle del Comune capoluogo. Ha voluto ricordare riforme come quella della Giustizia, questa dello Stato, che ha accorpato il Tribunale di Modica a quello di Ragusa, senza prevedere i costi che dovranno essere sostenuti per adeguare i nuovi uffici, ha auspicato una razionalizzazione dell’utilizzo del personale delle disciolte province, di cui potrebbero essere sfruttate le professionalità destinandole ai Comuni.
Ha concluso, con brevi riflessioni, Venerina Padua che si è detta dispiaciuta del fatto che a soffrire, per prima, subendo anche un vulnus di democrazia, sia stata la nostra provincia, una delle più virtuose, con eccellenti politici e con eccellenti professionalità all’interno della macchina amministrativa, per cui resta l’obbligo di approfittare di queste opportunità di concertazione e, cogliere, come anche ha sostenuto l’on.le Ragusa, quelle offerte dalla riforma.
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