PARTITI ALLA RIBALTA

Dall’intervista che Giampiero D’Alia, segretario regionale per l’ Udc, rilascia e viene pubblicata su linksicilia  e quella di qualche giorno fa su livesicilia, notiamo che i partiti che appoggiano Rosario Crocetta al governo regionale scalpitano di fronte alla visibilità del Presidente della Regione Sicilia, mal vedono l’apertura ai grillini, che fra l’altro ritirano la fiducia, criticano l’operato di Crocetta. Insomma, maretta all’ Ars –Assemblea Regionale Siciliana. Ecco che D’Alia  parla di larghe intese per l’approvazione delle Riforme,  affinchè  le Riforme siano condivise da tutti e addirittura parla di una cabina di regia per l’utilizzo dei Fondi europei. Di cabine di regia ne abbiamo viste tante in questi anni!. Che non sia un altro modo per rallentare, invece di rendere il tutto più fluido!

Insomma il modello Roma è quello che propone D’Alia, che si ispira alle critiche della Cisl. Noi notiamo che molti cambiamenti strutturali sono stati apportati alla Regione, in cinque mesi non è facile intervenire in quel marasma regionale, ma ora, al momento del bilancio, i partiti vogliono essere più protagonisti, avere un ruolo, in quanto si sono sentiti messi da parte nelle decisioni su chi mettere come Assessori, e sul modo un po’ singolare in cui Crocetta propone le persone di sua fiducia in posti chiave della Regione.

Segretario, ha parlato di larghe intese ma è stato subito stoppato dal suo collega del Pd, Giuseppe Lupo.

Mi sembra di aver fatto un’analisi confermata dai fatti. Per fare le cose che dice Bernava e che sono indispensabili per il rilancio della Sicilia, c’è la necessità di adottare provvedimenti che siano ampiamente condivisi. A parte i 5 Stelle, non credo che la maggioranza costruita da Crocetta, con la migrazione di qualche parlamentare da uno schieramento all’altro possa stabilmente garantire questa necessità, di avviare cioè provvedimenti concreti per l’Isola. Allora semplicemente dico quello che è evidente a tutti: c’è la necessità di un coinvolgimento di tutte le forze anche di opposizione. Come sta avvenendo a Roma, d’altro canto.

E però, anche in controtendenza rispetto alla direzione nazionale del Pd di oggi, Giuseppe Lupo non ci tiene ad allargare la platea dei sostenitori del governo Crocetta.

Lupo mi sembra Alice nel paese delle meraviglie. Evidentemente on ha tratto alcuna lezione dagli errori che il suo partito ha fatto a livello nazionale fino al rischio di scomparsa totale del partito.

Ma non sarà che Lupo è preoccupato dalla portata della figura del governatore? Mi riferisco alla visita oggi di Crocetta ai giovani democratici che occupavano la sede del partito. Non pensa che tema un corsa al “potere” del governatore all’interno del partito e rende necessario il suo apporto al governo?

Il problema del Pd è che loro vivono tutte le questioni in chiave interna quasi che fossero l’ombelico del mondo. Le dinamiche interne al Pd fanno sorridere e sono surreali sia quelle nazionali che quelle siciliane. Anzi quelle siciliane in modo particolare. Il fatto che Crocetta vada dai giovani democratici, in questo momento in cui bisogna governare la Sicilia, dovrebbe interessarci tutti ma per ricordargli che ci sono altri sforzi da compiere. Come quello enorme per approvare il bilancio di risanamento economico e finanziario a cui sta lavorando l’assessore Bianchi. A Bianchi noi abbiamo garantito un sostegno incondizionato perché è la prima manovra economica in cui si misura il governo e in cui si misura la possibilità per la Sicilia di stare in piedi. Dopo, bisognerà sbloccare la situazione dell’economia siciliana. Su questi temi, il confronto con tutte le forze politiche in aula è indispensabile e non mi pare che il sostegno che il governo ha ottenuto fino ad oggi a Sala d’Ercole, un po’ raccogliticcio, sia in grado di sostenere queste riforme.

Però anche lei nei giorni scorsi ha avuto di che ridire nei confronti dei Democratici riformisti. Sempre nella vostra maggioranza…

Io non ho avuto polemiche con nessuno. Ho solo posto una questione riguardo all’allargamento della maggioranza, numerica o politica. Una cosa è la maggioranza numerica che Crocetta ha assommato reclutando parlamentari dagli altri schieramenti. Un’altra cosa sono i partiti che hanno vinto le elezioni sostenendo la candidatura di Crocetta e questi sono il Pd, l’Udc e la lista del Megafono. D’altronde lo stesso Cardinale ha ammesso che il loro gruppo è destinato a confluire nel Pd. Dopo ne parliamo. Nel frattempo, io dico che questa maggioranza politica, la nostra, quella originaria che è legittimata dal voto espresso e diretto deve confrontarsi con le forse che hanno avuto una legittimazione popolare. E solo con quelle.

Di queste cose ha parlato con Lupo? O con Crocetta?

Ho chiesto un vertice di maggioranza. Quando lo vorranno fare – e la maggioranza è quella politica – io sono disponibile. Certo adesso c’è da approvare il bilancio e  il lavoro che sta facendo bene Nino Dina presidente della seconda commissione e il presidente dell’assemblea, Giovanni Ardizzone evitando l’assalto alla diligenza. E poi bisogna ammettere gli errori: fino ad oggi il dialogo con le parti sociali non c’è stato. Hanno ragione alla Cisl.

Crede che l’approvazione del bilancio sia a rischio? Anche sentendo le parole dei grillini.

No.

Un po’ di ostruzionismo in aula, sì però.

L’ostruzionismo in aula si fa quando vale la pena farlo. Se i grillini vogliono fare ostruzionismo si assumerebbero la responsabilità di non lavorare per la Sicilia. Noi andremo avanti con l’esame dei documenti e i tempi di legge saranno rispettati.

E dopo? Parla di riforme e di rilancio dell’economia accogliendo le proposte della Cisl. E la proposta dell’Udc qual è?

Noi chiediamo l’istituzione di una cabina di regia, snella e ben funzionante, centralizzata, su tutta la programmazione comunitaria 2014-2020. E’ l’occasione per fare azione mirata di qualificazione della spesa europea. Mi spiego: in materia agricola è quello che sta facendo l’assessore Dario Cartabellotta. Dobbiamo utilizzare i fondi europei per qualificare le spese già ridotte al lumicino dalle sofferenze economiche della Regione. E ci affidiamo ai fondi europei per un motivo doppio: perché l’Europa concede i fondi e perché ha un controllo di gestione e di qualità dei progetti più alto di quello siciliano. Una doppia garanzia: sfruttare bene i fondi e grazie alle regole comunitarie programmare efficienza e qualità della spesa. Così anche la burocrazia regionale sarebbe costretta a dover sottopoorsi a verifica di efficienza sugli standard europei.

 

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