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Parte la raccolta differenziata a Ragusa ma col piede sbagliato. La denuncia è di Legambiente.
14 Gen 2018 09:37
Finalmente il 1° febbraio, partirà il nuovo servizio di raccolta differenziata spinta preceduto dalla attività di informazione: ma con il piede sbagliato e in violazione non solo delle norme contrattuali, ma anche degli impegni inderogabili presi dall’ATI in sede di offerta durante la gara, secondo Legambiente.
L’associazione ambientalista evidenzia che la fase di informazione e di distribuzione dei kit per la Raccolta Differenziata alle famiglie e alle altre utenze è la fase più delicata dell’appalto e prevede esplicitamente la consegna domiciliare dei bidoncini, sacchetti, calendario e depliant, preceduta da una lettera del sindaco che annuncia l’avvio del nuovo appalto. A casa di tutti i cittadini dovrebbero quindi presentarsi 12 operatori formati, muniti di pettorina e di tesserino di riconoscimento con il compito di spiegare a tutti come si dovrà svolgere la raccolta e di consegnare le attrezzature per la RD. Solo ed esclusivamente in caso di assenza a casa dei cittadini è previsto che questi, avvisati da un tagliando lasciato nella buca delle lettere, vadano a ritirare il kit nei punti di distribuzione.
Invece dalle informazioni che circolano ( manifesti e locandine della società che gestisce il servizio) si chiede che siano i cittadini ad andare a ritirare l’occorrente alla RD in punti prestabiliti. Ciò ovviamente comporta meno costi per l’impresa. Ma in questo modo si corre il serissimo rischio che saranno pochi i cittadini che andranno a ritirare i kit per la raccolta differenziata. Tutti gli altri non avranno né attrezzature né informazioni. La conseguenza sarà bassa raccolta differenziata e scarsa qualità dei pochi materiali raccolti. Stupisce ancora una volta che l’Amministrazione Comunale e l’Assessore all’Ambiente non si siano accorti di nulla e non intervengano lasciando che la ditta faccia cose diverse da quanto previsto dal contratto. Eppure il sindaco è a conoscenza da quattro anni che la comunicazione sui rifiuti inizia con una sua lettera ai cittadini.
Legambiente Ragusa evidenzia che non basta dire: “abbiamo un progetto rivoluzionario”, occorre controllare che venga correttamente applicato il contratto altrimenti non si andrà da nessuna parte. Altro che 70% di raccolta differenziata , in questo modo semplicistico di impostare il servizio i cittadini alla fine pagheranno ancora di più, non di meno.
Ma non ci si rende conto che siamo veramente in emergenza rifiuti in Sicilia e che bisogna mandare allo smaltimento in discarica meno rifiuti possibile?
Legambiente chiede che sia rispettato totalmente e in ogni sua parte e senza interpretazioni fantasiose il disciplinare tecnico prestazionale che definisce gli obblighi della ditta, e invita l’Amministrazione Comunale a controllare che ciò avvenga.
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