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PARIS EN LIBERTE’
11 Nov 2013 15:48
L’ennesima mostra a Palazzo Ducale, l’ennesimo, spettacolare, viaggio nell’inconscio e nel flusso espressivo di un artista incredibile.
Questa volta le porte del Ducale si aprono alle fotografie di Robert Doisneau. Più di 200 scatti immortalano Parigi nelle sue molteplici sfaccettature. Una rassegna antologica che accompagna il visitatore in una suggestiva passeggiata nei giardini della capitale, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, e poi, nei bistrot, negli atelier e nelle caffetterie .
Il soggetto prediletto del suo bianco e nero sono, infatti, i parigini: uomini, donne, anziani e bambini, ma anche animali, innamorati e il loro modo di vivere questa città senza tempo.
Doisneau percorre fotograficamente le periferie di Parigi per “impossessarsi dei tesori che i suoi contemporanei trasmettono inconsciamente”.
È una Parigi umanista e generosa, ma anche sublime, che si rivela nelle nudità del quotidiano. Il suo lavoro di intimo spettatore appare oggi come un vasto album di famiglia dove ciascuno si riconosce con emozione.
Nelle sue stesse parole, « Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere. »
Nessumo meglio di lui si avvicina e fissa nell’istante della fotografia gli uomini nella loro verità di tutti i giorni, qualche volta reinventata.
Doisneau, classe 1912, costruisce il suo successo progressivamente e la maturazione dei suoi scatti si coglie subito avanzando tra le opere esposte.
Nel ’34 diventa fotografo per le officine Renault, ma si fa cacciare presto per assenteismo.
Nel ’39 diviene foto illustratore free lance e nel ’46 entra definitivamente all’agenziaa Rapho. L’agenzia, il cui nome viene da un acronimo che si forma dall’unione delle parole radio e foto (photo), è una delle più vecchie agenzie di stampa specializzate in reportages umanitari.
Nel ’74 un’importante galleria di Toulouse espone per la prima volta le opere di Doisneau e inizia a ottenere i primi riconoscimenti. Da allora, le sue fotografie vengono pubblicate, riprodotte e vendute in tutto il mondo.
La sua opera più conosciuta è “Bacio davanti all’hotel De Ville”, la foto, scattata nel 1950, di una coppia di ragazzi che si baciano lungo le caotiche vie di Parigi. La coppia non è stata però ritratta per caso: Doisneau stava realizzando un servizio fotografico per la rivista americana Life, e chiese ai due giovani di posare per lui. Si trattava di Françoise Bornet, una studentessa di teatro, e del suo ragazzo, Jacques Carteaud.
L’identità della coppia rimase un mistero fino al 1992: in quell’anno, Denise e Jean-Louis Lavergne si presentarono alla televisione francese sostenendo di essere i protagonisti della foto, e denunciando l’artista per averli fotografati senza permesso. Questo portò Doisneau a spiegare che i protagonisti della foto erano in posa, e quindi era stato chiesto loro il permesso. A quel punto Françoise Bornet, dopo quarant’anni dallo scatto, tornò dal fotografo. Dimostrò di essere lei la ragazza immortalata mostrando la copia autografata della stampa che Doisneau le aveva inviato all’epoca, pochi giorni dopo averla sviluppata. Françoise vendette poi la stampa nell’aprile del 2005, per 155.000 €.
Autore di un vastissimo catalogo di opere, principalmente dedicate alla Villa Lumiére, è diventato il più illustre rappresentante della fotografia “umanista” in Francia. Le sue immagini sono oggi conservate nelle più grandi collezioni in Francia, Negli States e in Gran Bretagna, e sono esposte in tutto il mondo.
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