OLTRE 90 EMENDAMENTI DELLE OPPOSIZIONI

Forse i grillini hanno tirato un sospiro di sollievo quando hanno capito che anche la seconda seduta di consiglio comunale è andata in porto perché, sotto sotto, temono che l’ostruzionismo che intravedono (loro) nell’attività consiliare dei componenti l’opposizione, quello che loro chiamano ‘perdita di tempo’, possa allungare troppo i tempi prefissati sulla tabella di marcia.

Anche il consigliere Ialacqua, del Movimento Città, organico alla maggioranza, ha messo a fuoco le tecniche, considerate dilatorie, delle opposizioni e, plaudendo alla attenta conduzione dei lavori da parte del Presidente Iacono, ha centrato l’attenzione sui ‘minuti rubati’ che gli avversari politici avrebbero cura di accumulare per allungare i tempi in attesa di non si sa quale evento miracoloso che possa fermare l’attività consiliare e intralciare quella dell’amministrazione.

Segnali evidenti di nervi ancora tesi, di mancata assuefazione ai ritmi della politica che tali resteranno fino a quando non si riuscirà, o meglio non si vorrà, per cambiare i regolamenti d’aula.

Ma ci sono segnali, forse, anche di inevitabile rassegnazione che si va insinuando fra le opposizioni, rassegnazione che arriva, addirittura, all’indifferenza di fronte attacchi frontali di un consigliere che, fatto inusitato in aula, e inspiegabilmente non ripreso dal Presidente del Consiglio, gridando a viva voce arriva a dare del ridicolo a tutti i consiglieri delle opposizioni senza che nessuno abbia battuto ciglio, salvo qualche isolata protesta di scarsa presa sui presenti e sul pubblico che seguiva la seduta in streaming.

Considerato che nessuno dei componenti le opposizioni si è preoccupato di esibire né una plateale protesta, come avrebbe potuto essere l’abbandono dell’aula, né una vibrata censura verbale dei modi poco consoni ad una sede istituzionale, è lecito pensare che, prima o poi tutto si assesterà al ribasso dei toni.

In effetti c’è da pensare per una seduta fissata alle ore 15, iniziata alle ore 16.10, sospesa su richiesta del Consigliere Lo Destro per concordare come condurre gli emendamenti, ripresa alle ore 19 con una ennesima richiesta di sospensione che è stata rifiutata ma ha dato lo spazio per una serie di interventi di protesta, in quanto la prassi consolidata prevede sempre la concessione della sospensione.

Mirabella, Chiavola, Migliore e D’Asta hanno tirato fuori il meglio per parlare di inaccettabile muro di gomma (D’Asta), di cosa inaudita (Mirabella), di bisogno di serenità (Migliore), di mancanza di rispetto grave verso importanti partiti e movimenti, rappresaglia politica di basso livello (Chiavola).

Ha preso la parola il Sindaco per illustrare, con una breve relazione, l’utilizzo previsto dei proventi della tassa di soggiorno, introiti vincolati in materia di turismo che sarebbero destinati alle spese occorrenti per la partecipazione ai distretti turistici, del sud-est e degli iblei, per un portale del turismo locale, per la ottimale fruizione delle chiese, per azioni di comarketing e di marketing territoriale.

Ancora con i fondi derivanti dalla tassa di soggiorno saranno migliorati il trasporto locale e la segnaletica, si provvederà ad alcune manutenzioni straordinarie, si effettueranno interventi per l’accoglienza presso il terminal bus di via Zama.

Sentita quindi da Maurizio Tumino l’esigenza di una sia pure piccola sospensione per  raccordarsi sull’intervento del Sindaco, c’è voluta la calma moderata di La Porta per convincere il Presidente che questa volta, in nome della democrazia invocata dall’Angelo di Marina, sette minuti non si potevano negare.

Alla ripresa intervento di Stevanato del M5S che ha parlato di un bilancio essenzialmente già speso, che ha costretto alla leva fiscale per le maggiori spese e le minori entrate.

Carmelo Ialacqua, del Movimento Città, che dopo le palesi esitazioni delle sedute precedenti, ha esternato, questa volta, il pieno appoggio all’amministrazione, ha relazionato istruendo un intervento basato sul raffronto con la relazione previsionale della passata amministrazione per rintuzzare le critiche delle opposizioni sull’atto in esame. Ha esaltato gli sforzi contenuti in questo bilancio per il maggiore sostegno alle politiche energetiche, per l’attenzione alle strutture scolastiche e sportive e ai servizi sociali in generale, un bilancio di piena responsabilità politica che prevede la revisione del modello organizzativo dell’ente.

Sonia Migliore si è soffermata sulle fondamentali buone condizioni finanziarie dell’ente, acclarate dalla relazione finale del Commissario Rizza  e dalla delibera di approvazione del consuntivo 2012 da cui emergeva una situazione finanziaria regolare.

Se la maggioranza ritiene che in queste situazioni ufficiali sia stato sancito il falso, deve rivolgersi ai competenti organi dello Stato, Corte dei Conti e Procura della Repubblica per denunciare: solo allora le minoranze potranno rendersi conto che il disastro che si va raccontando può avere elementi di veridicità.

Maurizio Tumino, con il tecnicismo di estrazione professionale applicato alla funzione di controllo che esercita come consigliere, ha posto sul tavolo la questione dell’articolo 153 del Testo unico sugli enti locali che imporrebbe un parere sulla veridicità di entrate vere, certe ed esigibili ma che trova affidato alle parole del Dirigente senza che siano prodotti atti a supporto. Per Tumino il Comune brancola nel buio, non fornisce gli atti propedeutici, si muove a tentoni nella giungla normativa, con l’ausilio ora del Dirigente, ora del Segretario generale.

Non ha trovato progettualità nella relazione previsionale, confida nella volontà della maggioranza di concorrere ad apportare modifiche migliorative, bolla come una grossa bufala la situazione prospettata di 86 milioni di debiti e 10.000.000 di bollette inevase.

La Porta ha ripescato alcuni temi, trattati nei mesi precedenti, per rinnovare le critiche all’amministrazione, mentre Lo Destro, sempre colorito nelle espressioni ha paragonato l’amministrazione a Babbo natale, prodiga però non di un regalo ma di un pacco bomba.

Mario d’Asta ha puntato il dito su un bilancio che vedrebbe poca attenzione per lo sviluppo sociale, mentre Manuela Nicita, del M5S, ha esortato le minoranze a considerare con attenzione i riflessi delle scellerate politiche europee che si riverberano, e ancor di più si riverbereranno, sulle condizioni dell’Italia e lo ha fatto con una dotta relazione sull’argomento che, di certo, lasciava trasparire, almeno, un lavoro di attenta documentazione su taluni fatti di politica economica.

Giorgio Mirabella ha invece puntato l’indice contro le bugie che sarebbero state dette in campagna elettorale, rifiutando lezioni di qualsiasi tipo e dichiarando apertamente che avverte l’impressione di stare in un condominio piuttosto che in una aula consiliare.

Dopo la parentesi dello sfogo di Zaara Federico che, con estrema decisione e impeto emotivo, ha appellato i colleghi delle minoranze come ridicoli per i prolungati e quanto mai inutli tentativi di allungare i tempi della seduta, è stato Giorgio Massari a svolgere una interessante disquisizione a proposito del cosiddetto ‘tesoretto’ che accumulerebbe l’amministrazione a seguito della manovra finanziaria, ‘tesoretto di cui non si intuiscono, al momento, le intenzioni di utilizzo, ma di cui si intravedono le tracce fra le pieghe degli interventi di bilancio.

Il consigliere Franca Antoci ha replicato alle accuse di mancata attenzione per il sociale, ribadendo gli aumenti in più settori dell’assistenza ai disabili, agli anziani e ai disagiati in genere.

L’Assessore Martorana ha voluto fare un intervento i chiusura per chiedersi e per chiedere come mai, mentre prima alla gestione commissariale veniva addebitata la difficile situazione dell’ente, ora la stessa veniva osannata con una apologia strana, battendo il tasto della salute del comune, inspiegabile dal momento che, per ben due volte, il commissario stesso aveva tentato di aumentare l’aliquota IMU.

Ha poi voluto evidenziare la mancanza di elementi politici nella valutazione della manovra, intravedendo una eccessiva attenzione delle opposizioni verso riferimenti normativi e aspetti tecnici del bilancio che lasciano trapelare carenza di argomentazioni utili a contrastare la manovra.

In chiusura di seduta definito il numero degli emendamenti presentati, 97 per la precisione, che, dopo i pareri di legittimità che dovranno essere espressi entro 48 ore, saranno esaminati nella seduta già prevista per lunedì 25 prossimo.

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