NON E’ UN PAESE PER VECCHI?

Dal 4 al 20 Ottobre anche la Sicilia si è mostrata presso la sala Dogana di Palazzo Ducale.

Antonella Croci e Federico Florian sono gli art director di “Non è un paese per vecchi”, un moderno grand tour, immaginato attraverso le opere di sette artisti della scena contemporanea italiana, che vuole riportare alla mente il tradizionale viaggio intrapreso dai giovani europei, del XVIII e XIX secolo,  per completare la propria formazione.

Questo il punto di partenza della manifestazione: “L’Italia, schiacciata tra il peso di una gloriosa tradizione artistica e un presente letargico e statico”, l’Italia di oggi, che fatica a catalizzare nuovi stimoli e nuove energie culturali, nuovi “tour”.

Il percorso espositivo, quindi, è da intendersi come un viaggio immaginario attraverso la penisola italiana, composto da sette tappe.

Le opere, poi, vogliono esortare la riflessione sullo stato di una nazione in profonda crisi culturale, sull’invecchiamento progressivo del nostro paese e sulle difficoltà di incoraggiare energie artistiche innovative. Invita a riflettere sul senso stesso del fare arte e sulla figura dell’artista nell’Italia contemporanea.

Come abbiamo detto, gli artisti sono sette: Alessandro Nassiri Tabibzadeh, Milanese di origine, classe ’75, introduce al viaggio immaginario nella crisi economica e culturale, presentando un video in cui uno pseudo giornalista informa i passanti, normali cittadini, della decisione del Parlamento di aumentare gli investimenti in cultura. La situazione aneddotica e paradossale vuole agire, con ironia, sul rapporto tra cittadini e società.

A seguire incontriamo il lavoro di Valerio Rocco Orlando, anche lui milanese, vive e lavora tra Londra e New York, e presenta un video-riflessione sul sistema delle residenze nelle accademie straniere di Roma, istaura un dialogo direttamente con gli artisti teso a far emergere riflessioni sulla città. Matteo Rubbi, propone un viaggio che vuol spronare alla presa di coscienza di realtà fuori dai grandi centri abitati. Massimo Grimaldi presenta Finally, un testo scritto sulla condizione dell’artista, sulla frustrazione e la necessità di un atto creativo. Il visitatore può interagire direttamente con l’opera, raccogliendo e portando via con se i poster posizionati al centro dello spazio espositivo.

Ancora, Driant Zeneli, artista albanese, ha costruito una performance invitando un professore del liceo artistico di Genova a tenere una lezione su artisti falliti. Il dibattito che ne è seguito è diventato la sua opera.  Anna Francescini, infine, si concentra sulle riprese della casa di cura per artisti voluta da Giuseppe Verdi nel 1899. Utilizza il linguaggio cinematografico per catturare l’anima celata dietro luoghi e oggetti.

Arriva, poi, la performance di Alterazioni Video, invece, presenta un tour alternativo della Sicilia, creato in collaborazione con Intervallo, cui già il titolo “L’Incompiuto Siciliano” appare abbastanza esaustivo dell’anima dell’opera. Si tratta, infatti, di una serie di cartoline di opere architettoniche pubbliche rimaste incompiute. Il motivetto che accompagna le fotografie, di Gabriele Basilico, è quello della RAI momento pausa tra programmi televisivi, che negli anni ’80 mostrava agli italiani scorci di panorami e monumenti italiani.

Paradossalmente, l’Incompiuto siciliano, diventa qui lo stile da salvaguardare e promuovere, perché sintomo di una crisi culturale radicata nel territorio. Il lavoro di Alterazioni Video, collettivo formatosi nel 2004 con base lavorativa tra Berlino e New York, è caratterizzato dall’innegabile colore di ironia e provocazione, l’indagine del ruolo politico e sociale dell’arte è inserita in contesti fuori dall’ordinario.

 

 

 

 

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