NELLA PARROCCHIA DEI SALESIANI UNA MESSA NEL SEGNO DI SAN LUCA

 Il direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della salute, don Giorgio Occhipinti, assieme al parroco di Maria Ausiliatrice-Salesiani di Ragusa, don Nino Aprile, molto attento e sensibile alle problematiche dei malati, ha conferito, ieri sera, nel corso di una speciale celebrazione tenutasi nella suddetta parrocchia, il mandato a medici, operatori sanitari e volontari che operano nelle associazioni presenti sul territorio. “Il mandato – spiega don Occhipinti – è una benedizione che mette in rilievo come i soggetti che si occupano di alleviare le sofferenze degli ammalati operino per conto della Diocesi. E ciò anche nel corso dell’anno pastorale 2012-2013”. Erano presenti i rappresentanti di Avo, Aiad, Ail, i volontari che espletano la propria attività nelle case di riposo, i volontari parrocchiali per la pastorale degli ammalati, i rappresentanti della comunità “Eccomi manda me”, i componenti dell’ufficio per la pastorale della salute. La celebrazione della santa messa è stata tenuta nella giornata dedicata a San Luca e per questo motivo il conferimento del mandato ha assunto un significato simbolico ancora più elevato. Nell’omelia, don Nino Aprile si è soffermato sull’importanza dell’attenzione che occorre garantire al malato presente non solo nelle strutture ospedaliere ma anche, con sempre maggiore frequenza, nelle abitazioni, nel nucleo delle famiglie. Don Aprile ha delineato i tratti di San Luca, medico, l’evangelista che più degli altri ci parla della figura della Madonna tratteggiandone anche gli aspetti prettamente legati all’assistenza e al volontariato quando la stessa si trova a dovere dare sostegno ad Elisabetta. Don Occhipinti, invece, si è soffermato su una particolare esigenza: quella di garantire un ulteriore sostegno a chi soffre. “Occorre intensificare – ha detto – il servizio di volontariato per dare motivazioni ai fedeli a maggiore ragione in un momento di crisi come quello attuale in cui molte persone sono come disorientate, quasi sbandate, soprattutto dalla perdita del lavoro. E allora perché non dedicare il tempo che si ha a disposizione al servizio degli altri? E’ questo l’interrogativo che dobbiamo porci, questo l’interrogativo che deve accompagnarci nei prossimi mesi”.

 

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