Nel 2023 c’è chi vuole la statua del senatore Pennavaria. Incredibile ma vero! Per Cassì è inopportuna ma chiede il giudizio dei ragusani

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Nel 2023 quando le priorità dovrebbero essere altre, quando anche il tempo del covid ci ha insegnato a dover puntare sulle cose realmente importanti della vita, c’è chi invece sta cercando di innescare un dibattito che potremmo definire pericoloso perché destinato a ridare alla città di Ragusa il sapere del fascismo. C’è chi, sulla scorta di convinzioni personali, ha rispolverato la vicenda della statua in bronzo di Filippo Pennavaria, il gerarca fascista che più di venti anni fa, sotto l’Amministrazione dell’allora sindaco Domenico Arezzo, divenne un caso.

La realizzazione della statua

La Giunta di allora decise infatti di far realizzare, spendendo soldi pubblici, l’enorme statua in bronzo dalla fonderia Barsanti, una tra le più importanti e di grande valore d’Italia. Ma quando la statua fu pronta, nel frattempo a Ragusa si sollevarono numerose polemiche e, seguendo buona parte della volontà dei gruppi che manifestarono aspramente, si convenne di non far arrivare la statua a Ragusa. E’ rimasta nella fonderia, nel giardino esterno, baciata dal sole ma non dai ragusani. Adesso, dopo la vittoria dell’Amministrazione di Peppe Cassì, probabilmente qualcuno ha pensato di risollevare la questione per inasprire gli animi e mettere in difficoltà la stessa nuova Amministrazione. E così prima dal web e poi dalla carta stampata in questi giorni si è aperto un dibattito tra pro e contro, tra chi ritiene, pochi in verità, che la statua debba essere trasportata a Ragusa ed esposta a ricordo del lavoro fatto dal gerarca fascista che effettivamente si spese per numerose opere pubbliche, e chi invece sostiene che sarebbe un affronto perché, oltre alle tante cose brutte del fascismo, proprio in quel periodo furono uccisi in piazza San Giovanni alcuni braccianti agricoli rei di non essere amici politici della stessa parte del gerarca. Insomma la questione divide la città nuovamente.

Le nuove polemiche politiche

E in questi giorni, sperando che il dibattito potesse scemare visto che ci sembra una cosa poco utile per la vita quotidiana della città, avevamo ritenuto di non scriverne più di tanto. Ed invece le posizioni si sono moltiplicate così come i tentativi, maldestri e fuori luogo, di coinvolgere polemicamente e strumentalmente anche la nuova Amministrazione che, oggettivamente, rischia di non sapere quali pesci prendere. Il Pd addirittura cerca di chiedere cosa ne pensi il sindaco Cassì quasi a volergli addossare eventuali responsabilità che ovviamente non ha, mentre alcuni assessori, intervistati sull’argomento, se ne sono usciti con dichiarazioni vaghe.

I contrari alla statua

Cgil e Associazione Partigiani gridano già allo scandalo e si dicono contrari alla statua e pronti alla protesta, così come altri gruppi locali. Adesso è arrivata anche la posizione ufficiale del Comune di Ragusa con la dichiarazione del sindaco Peppe Cassì il quale troverebbe inopportuno avere la statua a Ragusa. Una posizione che sembra essere dunque determinata. Ed invece, alla fine della sua dichiarazione, c’è una virata di democristiana memoria. Il sindaco è tendenzialmente contrario ma trova utile ascoltare cosa ne pensano i cittadini perché siamo in democrazia. Giusto, giustissimo, siamo in democrazia. Ma allora dovremmo mettere ai voti anche altre decisioni che vengono assunte dal sindaco e dalla sua Amministrazione o per quelle, invece, è “sufficiente” assumersene la responsabilità? Bene, lo faccia anche per questa vicenda, sicuramente delicata ma altrettanto divisiva. Si assuma in toto la responsabilità della scelta, o si o no.

La dichiarazione del sindaco Peppe Cassì

Statua di Filippo Pennavaria “sì” o “no”

Dichiarazione del sindaco Peppe Cassì

“Nel 2026 cadranno i 100 anni dalla elevazione di Ragusa a capoluogo di provincia e dalla contemporanea riunificazione di Ragusa Ibla e Ragusa Superiore.

Non c’è dubbio che la nostra città visse nel periodo infausto del ventennio fascista un momento di eccezionale trasformazione, mettendo le basi per la sua successiva e repentina crescita sociale ed economica. E non c’è dubbio che tutto ciò sia legato indissolubilmente alla figura di Filippo Pennavaria, che ricoprì incarichi di primo piano nel regime e che favorì l’ascesa di Ragusa.

Il 2026 sarà quindi un anno di commemorazione per la nostra città, una occasione per promuovere e organizzare convegni di approfondimento della nostra storia, compresa la figura controversa di Pennavaria.

La storia, infatti, è storia; su questo, almeno, penso si possa essere tutti d’accordo.

Ma una cosa è conoscere, approfondire e ricordare gli avvenimenti dell’epoca, un’altra è celebrare l’uomo che ne fu tra i protagonisti.

Pur volendo contestualizzare la sua azione, dedicare una statua a una figura di spicco del fascismo non è a mio giudizio una cosa opportuna. Una statua, infatti, è un simbolo permanente che incarna i valori in cui tutta una comunità si riconosce e non può essere fonte di contrasti e divisioni.

La nostra Repubblica si fonda su una Costituzione che si ispira a principi opposti a quelli del regime, e su quella noi amministratori locali prestiamo giuramento.

Mi piacerebbe su questo argomento ascoltare il parere dei cittadini, nella convinzione che il confronto aiuti una comunità a crescere, nella speranza che il dibattito possa mantenersi nei confini del reciproco rispetto. Il miglior modo per difendere la democrazia è praticarla”.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it