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A Ragusa è boom di part-time e lavoro povero: quasi 4 assunzioni su 10 con orario ridotto
17 Lug 2026 10:13
In provincia di Ragusa il lavoro c’è, ma sempre più spesso non garantisce una vita dignitosa. È questo il dato centrale che emerge dall’analisi dell’Osservatorio della CGIL Ragusa sul fenomeno del part-time nel 2025, uno studio che fotografa la qualità dell’occupazione nel territorio ibleo e mette in evidenza una crescente diffusione di rapporti di lavoro caratterizzati da poche ore, salari ridotti e minori prospettive future.
Un quadro che apre una riflessione non soltanto sulla quantità degli occupati, ma soprattutto sulla qualità del lavoro prodotto dal sistema economico provinciale.
Quasi 20 mila assunzioni part-time nel 2025
Escludendo il settore agricolo, che da solo rappresenta oltre la metà delle assunzioni complessive in provincia, nel corso del 2025 sono state registrate 51.203 nuove assunzioni negli altri comparti economici.
Di queste, 20.135 sono state effettuate con contratti part-time, pari al 39,32% del totale. Significa che quasi quattro nuovi rapporti di lavoro su dieci prevedono un orario ridotto.
Un dato che secondo la CGIL evidenzia come il part-time non sia più soltanto uno strumento di conciliazione tra vita privata e lavoro, ma in molti casi una forma di occupazione obbligata che limita il reddito e la stabilità economica dei lavoratori.
Servizi alle imprese e ristorazione trainano il ricorso al part-time
A utilizzare maggiormente il lavoro a tempo parziale sono soprattutto alcuni settori specifici.
Al primo posto si trovano i Servizi alle imprese, che concentrano 10.192 assunzioni part-time, pari al 50,62% del totale provinciale. Seguono il comparto Alberghi e Ristorazione con il 21,62%, il Commercio con il 14,78%, l’Industria con il 9,72% e Trasporti e Comunicazione con il 3,3%.
L’analisi evidenzia inoltre che in gran parte dei settori oltre il 60% dei contratti part-time non supera le 20 ore settimanali, una condizione che spesso si traduce in stipendi molto contenuti.
Il fenomeno dei mini part-time: 1.881 contratti sotto l’ora al giorno
Il dato più preoccupante riguarda il cosiddetto “part-time ridotto”, ovvero quei rapporti di lavoro compresi tra una e dieci ore settimanali.
Una modalità particolarmente diffusa nei Servizi alle imprese, dove coinvolge quasi un’assunzione su quattro.
Ancora più critico è il fenomeno dei mini part-time: nel 2025 in provincia di Ragusa sono stati 1.881 i contratti con un orario pari o inferiore a un’ora al giorno, il 9,34% di tutti i rapporti part-time registrati.
Secondo lo studio della CGIL, si tratta di una tipologia contrattuale che rischia di alimentare una condizione di precarietà strutturale, con lavoratori costretti a percepire redditi spesso inferiori ai 600 euro mensili, insufficienti anche per sostenere i costi degli spostamenti in un territorio dove il trasporto pubblico presenta ancora molte criticità.
Contratti pirata e tutele ridotte: il nodo della qualità del lavoro
L’indagine della CGIL Ragusa analizza anche il tema della qualità dei contratti applicati.
La maggioranza delle assunzioni risulta regolata da contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Tuttavia, resta una quota significativa di rapporti basati su contratti cosiddetti “pirata”, pari a circa il 7%, a cui si aggiunge un ulteriore 5% di contratti non specificati.
La situazione appare particolarmente delicata nel settore del commercio, dove oltre un contratto part-time su dieci rientra nella categoria dei contratti meno tutelanti.
Donne e giovani i più penalizzati dal lavoro povero
Secondo la CGIL, a pagare maggiormente gli effetti di questa situazione sono soprattutto donne e giovani.
Il rischio è quello di una doppia penalizzazione: da una parte l’accesso a contratti con meno tutele, dall’altra il ricorso a forme di part-time involontario che riducono reddito, diritti e futuro pensionistico.
Il sindacato propone quindi nuovi strumenti normativi per garantire una soglia minima di retribuzione, un monte ore minimo settimanale per i lavoratori part-time e un minimale contributivo capace di assicurare una pensione dignitosa.
CGIL: “Non basta creare occupazione, serve lavoro di qualità”
“I numeri dimostrano che il problema non è soltanto creare occupazione, ma creare occupazione di qualità”, sottolinea il segretario provinciale della CGIL Ragusa Giuseppe Roccuzzo.
Secondo il dirigente sindacale, dietro molti contratti part-time si nasconde una crescente precarizzazione che produce lavoratori poveri, persone che pur avendo un impiego non riescono a raggiungere un reddito sufficiente per vivere dignitosamente.
“È una questione sociale che richiede risposte legislative e contrattuali efficaci – evidenzia Roccuzzo – per restituire dignità al lavoro e garantire tutele adeguate a migliaia di lavoratrici e lavoratori del nostro territorio”.
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