Mafia a Comiso: in appello rimodulate due condanne. Conferma per le altre. Ecco i dettagli

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Un concordato e una pena rimodulata. Si tratta del giudizio di secondo grado del processo che aveva preso le mosse da una indagine della DDa di Catania che aveva disarticolato un gruppo malavitoso che operava a Comiso tra il 2011 e il 2013. Gli imputati erano accusati a vario titolo di associazione mafiosa armata, finalizzata ad estorsioni, traffico di armi e di stupefacenti e reati contro il patrimonio. La sentenza di primo grado risale al febbraio del 2023 ed era stata emessa dal Tribunale collegiale di Ragusa. La prima sezione penale della Corte d’Appello di Catania a cui si sono rivolti gli imputati, ha riformato parzialmente due condanne. E’stata rideterminata la – su accordo delle parti – per Nunzio Dibennardo, difeso dall’avvocato Raffaele Catalano; la condanna passa dai 2 anni e 8 mesi oltre a 2.400 euro di multa inflitti in primo grado, a 2 anni e 2 mesi e 2000 euro di multa. Dibennardo rispondeva di tentata estorsione e minacce.

La Corte d’Appello ha invece confermato le condanne in primo grado per associazione mafiosa e una serie di estorsioni ai danni di commercianti, per gli imputati Salvatore Servo (12 e 4 mesi), Giuseppe Guastella (11 anni e 2 mesi), e Lorenzo Licausi (9 anni); rimodulata la pena solo per Francesco Razza a cui sono state concesse le attenuanti generiche. La sua condanna a 9 anni e 4 mesi rimediata in primo grado di giudizio è stata rimodulata a 6 anni e 4 mesi. Nel processo di Appello, il collegio difensivo era composto dagli avvocati Raffaele Catalano, Gianluca Gulino e Biagio Giudice. La Corte si è riservata 90 giorni per il deposito delle motivazioni. 

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