Minacce su TikTok al sindaco Aiello e all’assessore Campailla: denuncia al Commissariato

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Sono andati insieme al Commissariato, sindaco e assessore, a mettere nero su bianco quello che si erano visti recapitare addosso sui social. Francesco Aiello e Cesare Campailla hanno depositato una denuncia formale dopo una serie di insulti e minacce gravi diffusi su TikTok: parole che non hanno risparmiato nemmeno le rispettive famiglie.

«Non ci lasceremo intimidire»

Il sindaco spiega che la denuncia ha valore preventivo: serve a far capire che violenza, arroganza e insulti, misti a minacce per l’incolumità personale,  non portano da nessuna parte. “Non ci lasceremo intimidire”, dice, e annuncia che l’amministrazione andrà avanti. Ma la frase che resta è un’altra, ed è rivolta alla città più che a chi ha scritto: quel che lo preoccupa di più è l’indifferenza di chi ha visto e ascoltato senza manifestare né sdegno né preoccupazione.

La solidarietà dell’MPA

In serata è arrivato il comunicato del Movimento per l’Autonomia provinciale, che esprime vicinanza ai due amministratori e chiede che la vicenda venga chiarita al più presto dagli organi competenti. Il punto sollevato è quello di sempre e vale a prescindere dalle appartenenze: il dissenso è parte della vita democratica, l’intimidazione no.

Non è la prima volta, ed è la stessa coppia di bersagli

Il precedente è recente. Lo scorso aprile, davanti al Tribunale di Ragusa, si era chiuso un procedimento per minacce aggravate che vedeva proprio Aiello e Campailla come parti offese: quella storia finì con la remissione della querela, dopo che l’imputato spiegò di aver perso il controllo in un momento di dramma familiare, e il sindaco scelse di non procedere. A gennaio, invece, era stato lo stesso Aiello a parlare di un clima che imponeva attenzione, dopo una serie di intimidazioni che avevano portato alla solidarietà di forze politiche di maggioranza e opposizione. Tre episodi in nove mesi, sempre sulle stesse due persone: non è più un caso isolato, è un clima. Adesso la parola passa a chi deve accertare i fatti. Ma la domanda che il sindaco ha lasciato in sospeso riguarda tutti gli altri: quanti hanno letto quei messaggi e sono scorsi oltre.

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