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L’ultimo saluto a Michela Canto: “C’è tanto dolore, ma non c’è paragone con la quantità di amore che resta”
23 Set 2026 22:33
Sono stati celebrati oggi pomeriggio, nella Basilica di Santa Maria Maggiore ad Ispica, i funerali di Michela Canto, in una chiesa gremita di persone che hanno voluto stringersi alla famiglia e accompagnarla nell’ultimo saluto.
Una cerimonia intensa e partecipata, nel corso della quale il dolore per la perdita di Michela, scomparsa prematuramente a pochi giorni dal suo 35esimo compleanno, si è intrecciato con il ricordo della sua vita, dei suoi affetti e della sua capacità di guardare sempre oltre, verso nuove esperienze e nuove meraviglie da scoprire.
A celebrare la funzione è stato fra Massimo Corallo, frate minore francescano, sacerdote e docente di comunicazione sociale, che vive a Catania nel convento di Santa Maria di Gesù. Nella sua omelia, fra Massimo ha invitato tutti a riflettere sul significato della giornata e sulle parole che la liturgia proponeva proprio oggi, giorno in cui la Chiesa ricorda San Pio da Pietrelcina, conosciuto da milioni di fedeli anche per le guarigioni attribuite alla sua intercessione.

«C’è tanto dolore – ha detto il sacerdote – ma non c’è paragone con la quantità di amore che resta». Parole rivolte soprattutto a chi oggi piange Michela, ma anche un invito a non fermarsi esclusivamente alla sofferenza della perdita. Fra Massimo ha ricordato la malattia, la sofferenza e quel viaggio che Michela aveva già evocato nel suo manifesto funebre. Un’immagine che diventa particolarmente significativa ripensando alla sua grande passione per il viaggio e alla sua curiosità verso il mondo.
«Vado a vedere l’aurora boreale perché mi servono quei colori», aveva detto Michela, raccontando ancora una volta il suo desiderio di vedere, conoscere e scoprire quante più meraviglie possibili. E proprio il viaggio è diventato il filo conduttore dell’omelia.
«Non prendete nulla per il viaggio», ha ricordato fra Massimo, richiamando le parole della liturgia. Michela, in questo viaggio, ha lasciato tutto. È partita libera e povera, nella dimensione francescana evocata dal sacerdote attraverso San Francesco. Ma quella povertà, ha spiegato, non è una povertà di affetti o di amore. Al contrario, Michela entra nel cielo ricca di tutto l’amore che ha ricevuto e che ha saputo donare. «Michela, povera e umile, entra ricca nel cielo», il senso delle parole pronunciate durante l’omelia.
La Basilica di Santa Maria Maggiore era gremita. Presenti familiari, amici, conoscenti e rappresentanti delle realtà associative alle quali Michela era legata. In evidenza anche i gonfaloni del Rotary e del Rotaract, a testimonianza dell’affetto e della stima che la circondavano. Per permettere a tutti di partecipare, anche a chi non ha potuto raggiungere Ispica, i funerali sono stati trasmessi in streaming sulla pagina Facebook, consentendo a tante altre persone di unirsi idealmente alla famiglia in questo momento di dolore.
Al termine della celebrazione, la famiglia di Michela ha voluto rivolgere un ringraziamento a tutti coloro che hanno scelto di ricordarla con un gesto d’affetto, donando dei fiori. Un gesto che la famiglia ha deciso di trasformare ancora una volta in qualcosa di utile: i fiori saranno messi a disposizione di chiunque desideri donarli ai propri cari defunti. A partire da domani, 24 settembre, sarà infatti possibile prelevarli dall’ossario comune del Cimitero di Ispica.
Un ultimo gesto nel segno della condivisione, proprio come le parole ascoltate oggi in Basilica: davanti al dolore resta l’amore. E quello, come ha ricordato fra Massimo, non si porta via con la morte.
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