LO SPOILS SYSTEM

Egregio Direttore,

il termine di ‘spoils system’, chiaramente mutuato dall’inglese, identifica la pratica con cui le forze politiche al governo distribuiscono a propri affiliati e simpatizzanti cariche istituzionali, la titolarità di uffici pubblici e posizioni di potere, come incentivo a lavorare per il partito o l’organizzazione politica.

Da più parti è ormai scartata la connotazione negativa del fenomeno, ormai considerato come una prassi consolidata che non implica pregiudizi contrari all’etica politica.

Inutile sottolineare come la patria dello spoils system siano gli Stati Uniti, dove il Presidente, durante i primi 60 giorni di mandato, copre direttamente 200-300 ruoli chiave dell’esecutivo, rimpiazzando elementi nominati dal mandato precedente. Anche il sistema della nostra Repubblica prevede la pratica, addirittura regolata da una apposita legge del 2002, la n. 145. Sulla base di opportune modificazioni (legge 24 novembre 2006 n. 286) si prevede la cessazione automatica degli incarichi di alta e media dirigenza nella pubblica amministrazione passati 90 giorni dalla fiducia al nuovo esecutivo (cioè la nomina di un nuovo governo).

Un simile sistema è operante enti e/o società controllate dal settore pubblico.

L’istituto ha come ratio la necessità di fiducia e armonia fra l’amministrazione e la politica quale elemento necessario per il buon andamento della pubblica amministrazione, come confermato dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha affermato la necessità del buon andamento della pubblica amministrazione sia in effetti prioritario rispetto al principio di imparzialità il quale in teoria escluderebbe vertici amministrativi “parziali” verso l’esecutivo. Lo spoils system è limitato alle posizioni apicali, identificando quelle posizioni più a stretto contatto con gli organi politici e che, come queste ultime, siano più coinvolte nel processo di formazione degli obbiettivi che nella gestione più strettamente tecnica dell’attività amministrativa.

Tanto per far un esempio di spoils system si parla nella vicina Catania, dove per restare al Comune della cittadina etnea, si prevede un grande rimescolamento all’interno della pianta organica e numerosi cambi per le poltrone più ambite delle società partecipate. Oltre alle consulenze e agli incarichi i cui titolari hanno ormai i giorni contati.

Da un articolo su un quotidiano on line regionale, a partire dal Segretario Generale del Comune, al Direttore generale e a diversi Dirigenti, passando per lo staff del Sindaco si prevedono scambi di consegne con altri uomini e donne di fiducia del nuovo primo cittadino. Come pure si attendono sostituzioni per tutti quelli nominati attraverso determinazioni sindacali e incarichi di giunta

Diverse poltrone potrebbero essere occupate da esponenti del nuovo corso.

A Catania sono previste rivoluzioni anche per il personale comunale.

Da noi nessun cenno a provvedimenti di questo tipo, se per un candidato ci potrebbe essere una sorta di continuità amministrativa, avendo fatto parte della precedente gestione comunale, per cui si potrebbero attendere pochi cambiamenti in una macchina che è d’obbligo ritenere funzionante, non si comprende come da parte di chi ha ostentato un totale rinnovamento della politica, non ci siano elementi di valutazione in tal senso ?

Allora, tutto rimarrà come prima perché tutto ha funzionato a dovere?

Lettera firmata

 

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