Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
L’ISTRUZIONE DEVE RIMANERE UN PILASTRO FONDANTE DELLA SOCIETÀ
08 Ago 2010 16:32
Appuntamento a Marina di Ragusa, in Piazza Duca degli Abruzzi, ieri 8 agosto in occasione dell’Incontro Dibattito “Mafie e giornalismo d’inchiesta con Graziella Porto e Piff Delle Iene” a cura dell’Associazione Libera. La manifestazione è del Comitato a difesa della scuola pubblica Ragusa, costituitosi con l’obiettivo di difendere il patrimonio dell’istruzione pubblica italiana che, pur tra grandi difficoltà, è stata sempre impegnata nella formazione culturale, umana e civile di uomini e donne. Questo tipo di formazione, unita alla facilitazione dell’immissione nel mondo del lavoro, dovrebbe essere l’obiettivo, pur in un periodo di grave crisi economica, di qualunque società civile. Di contro in Italia, da alcuni anni, il campo dell’istruzione è divenuto il settore prediletto per il recupero di fondi in un’ottica miope e distorta che si rifiuta di vedere come “meno scuola” implichi “meno conoscenze e competenze”, minori opportunità lavorative, più caste, annullata la mobilità sociale con gravi ricadute a livello individuale e territoriale. Essendo, quello dell’istruzione e della formazione, un problema sociale, i Comitati si rivolgono non solo ai lavoratori della scuola (docenti, dirigenti, ATA), ai sindacati, agli enti territoriali e alle istituzioni, ma soprattutto a quella società civile che crede fermamente nell’istruzione come pilastro fondante della società. Il Comitato si rivolge quindi a tutta la cittadinanza che condivide la protesta e vuole aderire alle proposte di cui i Comitato si fa portavoce:
1. La realizzazione di un piano di edilizia scolastica che affronti la difficile situazione in cui sono costretti ad operare quotidianamente docenti e studenti. Il problema “non risolto” della sicurezza degli spazi scolastici ha pesanti ricadute sull’incolumità degli alunni all’interno delle aule (spazi ridotti e classi pollaio) e comporta una inevitabile rinuncia alle didattiche laboratoriali;
2. Modulazione del tempo scuola (tempo pieno/tempo prolungato) in base alle reali necessità del territorio, tenendo in considerazione l’alto tasso di dispersione scolastica fattore di criticità del Mezzogiorno. La razionalizzazione economica, infatti, penalizza fortemente le aree difficili, quelle zone di periferia geografica e culturale dove manca tutto, dalla biblioteca ad Internet, dove l’incontro tra le due agenzie formative (scuola e famiglia) è ridotta a mera utopia. In questi contesti diventa essenziale la valorizzazione e il ripristino delle compresenze come occasione di inclusione, collegialità e condivisione del lavoro educativo e didattico;
3. Richiesta della riconferma di tutto l’organico necessario e delle ore di sostegno adeguate agli alunni diversamente abili e/o svantaggiati secondo quanto stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 80 depositata il 26 febbraio 2010;
4. Valorizzazione e rispetto della professionalità e delle competenze acquisite dal personale docente lungo il percorso formativo, per una didattica appropriata ed efficace. Verso una dequalificazione dell’iter formativo del docente sembra andare l’accorpamento di classi di concorso di insegnamento molto diverse tra loro e la dequalificazione degli insegnati specialisti di lingua straniera nella scuola primaria. (Laura Curella)
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