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L’incidente sulla Modica-Pozzallo e il dolore della famiglia: “Invece di aiutare, qualcuno ha filmato”
25 Ago 2026 09:07
A distanza di sei giorni dal terribile incidente avvenuto sulla SP 45 Modica-Pozzallo, mentre la famiglia continua a vivere ore di angoscia e di speranza, arriva una denuncia che apre una ferita ulteriore e che, al di là della vicenda personale, dovrebbe far riflettere tutti.
La sorella della vittima, un trentenne di Modica, ancora ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Catania, ha raccontato di aver ricevuto un video girato immediatamente dopo l’impatto. Un filmato nel quale si vedrebbe il fratello a terra, mentre cerca di rialzarsi e ricade, senza che – secondo quanto riferito dalla donna – nessuno gli presti un aiuto o gli offra almeno una parola di conforto.
A colpire non è soltanto l’esistenza di quel video, ma il fatto stesso che, davanti a una persona ferita e in difficoltà, qualcuno abbia scelto di impugnare un cellulare per filmare invece di avvicinarsi, prestare una mano, parlare con lui, rassicurarlo.
“Girare un video è stata una cosa disumana”, ha scritto la sorella, chiedendo a chiunque ne sia in possesso di cancellarlo e invitando chi possa fornire informazioni sull’autore a contattarla privatamente. La donna ha inoltre annunciato l’intenzione di rivolgersi ai carabinieri per cercare di capire chi abbia realizzato il filmato e quanto sia stato diffuso.
È una denuncia che va oltre il singolo episodio. Perché ci costringe a porci una domanda scomoda: quando abbiamo smesso di essere persone prima ancora che spettatori?
Davanti a un incidente, davanti a un corpo ferito, davanti a qualcuno che sta vivendo uno dei momenti più drammatici della propria vita, la prima reazione dovrebbe essere quella di aiutare o, quantomeno, di chiamare i soccorsi. Non quella di cercare di immortalare la scena.
Viviamo in un’epoca nella quale tutto può diventare immagine, contenuto, video da condividere. Ma non tutto ciò che può essere filmato deve essere filmato. E soprattutto, una persona che soffre non è un contenuto da condividere nelle chat.
E mentre questa vicenda fa discutere sul comportamento di chi ha filmato, la famiglia continua ad aggrapparsi a ogni piccolo segnale.
La sorella racconta che il giovane, in queste ore, ha reagito alla sua voce e a quella della figlia, ascoltata attraverso le cuffie. Un segnale che la famiglia considera positivo, anche se il quadro clinico resta molto serio.
Il paziente, secondo quanto riferito dalla sorella, non riesce ancora a respirare autonomamente. È stato necessario intubarlo nuovamente dopo un tentativo di estubazione non riuscito e i medici dovranno procedere con una tracheotomia per aiutarlo nella respirazione. Sul piano neurologico, invece, ci sono alcuni segnali: avrebbe risposto ad alcune indicazioni, muovendo una mano e una gamba, anche se viene descritto come rallentato.
“Ci vorrà tempo”, racconta la sorella. E la famiglia continua a pregare e a sperare.
Foto generata con AI
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