Il rincaro dei carburanti per una famiglia iblea con due auto: fino a 600 euro in più l’anno

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Mentre a livello politico si discute se tassare gli extra-profitti della compagnie petrolifere, il prezzo sale di pochi millesimi al giorno, ma alla fine dell’anno il conto può diventare pesante. Soprattutto in provincia di Ragusa, dove l’automobile rimane per molte famiglie il mezzo praticamente indispensabile per andare al lavoro, accompagnare i figli, raggiungere i servizi o semplicemente spostarsi tra comuni e frazioni. Oggi, 26 agosto 2026, secondo il ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio nazionale sulla rete stradale in modalità self service è di 2,017 euro al litro per la benzina e 2,137 euro per il gasolio. Rispetto a ieri sono altri due millesimi sulla verde e un millesimo sul diesel. In Sicilia si paga qualcosa in più: la media regionale è arrivata a 2,028 euro per la benzina e 2,154 euro per il gasolio.


Il confronto con un anno fa permette di capire meglio la dimensione del rincaro. Nella rilevazione del 25 agosto 2025 la benzina costava mediamente 1,695 euro al litro e il gasolio 1,622 euro. In dodici mesi significa circa 32 centesimi in più per ogni litro di benzina e quasi 52 centesimi per ogni litro di gasolio. In percentuale, siamo attorno al 19% in più per la verde e quasi al 32% per il diesel. Su un pieno da 50 litri fanno circa 16 euro in più per un’auto a benzina e quasi 26 euro per un diesel. Ma quanto può incidere in un anno?


Facciamo una simulazione, che è una nostra elaborazione e non una statistica ufficiale. Consideriamo un’automobile che percorra 12 mila chilometri all’anno consumando mediamente 6,5 litri ogni 100 chilometri. In dodici mesi servono circa 780 litri di carburante. Con l’aumento registrato rispetto all’agosto dello scorso anno, la maggiore spesa sarebbe di circa 250 euro l’anno per un’auto a benzina e 400 euro per un diesel.
Il problema è che da noi molto spesso le automobili in famiglia sono due. Nel solo comune di Ragusa si contavano nel 2024 764 auto ogni mille abitanti, un livello di motorizzazione superiore alla media italiana. Per una famiglia con due automobili, una a benzina e una diesel, e con le percorrenze ipotizzate, il rincaro raggiungerebbe così circa 650 euro nell’arco di un anno.
Se entrambe le vetture fossero diesel e percorressero 12 mila chilometri ciascuna, l’aggravio teorico potrebbe arrivare addirittura attorno agli 800 euro. Con due auto a benzina, invece, si resterebbe attorno ai 500 euro.
Naturalmente sono simulazioni. Il conto reale dipende dai chilometri percorsi, dai consumi dell’auto, dal tipo di carburante e soprattutto da quello che succederà ai prezzi nei prossimi mesi. Il calcolo presuppone infatti che la differenza rispetto allo scorso anno rimanga su questi livelli per dodici mesi.
Non abbiamo utilizzato, invece, i prezzi record registrati per i carburanti premium o sulla rete autostradale. Sulla A22 il Supreme Diesel al “servito” è arrivato in questi giorni a 3,159 euro al litro, ma si tratta di un prodotto particolare e di una situazione che non può essere presa come riferimento per la spesa ordinaria di una famiglia.


Il punto è che non serve arrivare a tre euro al litro per sentire gli effetti del caro-carburanti. Con i normali prezzi self di benzina e gasolio, una famiglia iblea che utilizza quotidianamente due automobili può già lasciare alla pompa circa 600-650 euro in più in un anno rispetto all’estate 2025. E il conto potrebbe non fermarsi al distributore. Un gasolio più caro significa maggiori costi anche per autotrasporto, agricoltura e distribuzione delle merci, con il rischio che una parte degli aumenti finisca progressivamente anche nei prezzi dei prodotti acquistati dalle famiglie.

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