L’estate a Malta porta con sé un aumento delle infezioni respiratorie, ma per il momento non ci sono elementi che facciano pensare a una situazione di emergenza sanitaria. A confermarlo sono le autorità sanitarie maltesi, intervenute dopo la crescente diffusione sui social dei racconti di turisti che affermano di essersi ammalati durante o dopo una […]
A Malta aumentano le infezioni respiratorie in estate: sui social scatta l’allarme per la “Malta flu”
19 Ago 2026 10:52
L’estate a Malta porta con sé un aumento delle infezioni respiratorie, ma per il momento non ci sono elementi che facciano pensare a una situazione di emergenza sanitaria. A confermarlo sono le autorità sanitarie maltesi, intervenute dopo la crescente diffusione sui social dei racconti di turisti che affermano di essersi ammalati durante o dopo una vacanza sull’isola.
Su TikTok il fenomeno è stato ribattezzato “Malta flu”, con video e testimonianze accompagnati da hashtag come #maltaflu e #maltasickness. Immagini di viaggiatori che passano dalle spiagge, dalle serate nei locali e dalle giornate di vacanza alla permanenza a letto hanno contribuito ad alimentare la percezione di una particolare “influenza di Malta”.
Ma i dati sanitari raccontano una situazione diversa: i casi sono in aumento, ma rimangono su livelli considerati ampiamente inferiori rispetto a quelli registrati durante la stagione invernale.
“Nessun focolaio anomalo”: la rassicurazione delle autorità
A ridimensionare l’allarme social è stata la sovrintendente alla Sanità pubblica Charmaine Gauci, secondo la quale non ci sono evidenze di un focolaio anomalo.
La sorveglianza sanitaria maltese ha effettivamente rilevato un moderato incremento di diverse infezioni respiratorie, tra cui influenza, Covid-19 e rinovirus. L’andamento, tuttavia, non indicherebbe al momento una minaccia insolita o particolarmente grave per la salute pubblica.
Le autorità continuano comunque a seguire l’evoluzione della situazione, soprattutto alla luce dell’aumento registrato nelle ultime settimane.
I casi di influenza aumentano, ma restano lontani dai livelli invernali
I dati relativi all’influenza mostrano una crescita significativa rispetto alle settimane precedenti. I casi confermati sono passati da 6 nella settimana compresa tra il 13 e il 19 luglio a 34 tra il 27 luglio e il 2 agosto.
Un incremento che può apparire consistente, ma che deve essere letto nel contesto complessivo della sorveglianza epidemiologica. Durante il picco invernale, infatti, a Malta erano stati registrati 275 casi in una sola settimana.
La distanza tra i valori estivi e quelli della stagione invernale è quindi ancora molto ampia. È questo uno degli elementi sui quali le autorità basano la loro valutazione, invitando a non confondere l’aumento dei casi con la presenza di un focolaio eccezionale.
Anche il Covid-19 torna a crescere
Un andamento moderatamente crescente riguarda anche il Covid-19. I casi confermati sono passati da 6 nella settimana dal 6 al 12 luglio a 18 due settimane più tardi, per poi scendere a 16 nella settimana terminata il 2 agosto.
Anche in questo caso si tratta di numeri che vengono monitorati dalle autorità sanitarie, ma che non vengono considerati tali da indicare, allo stato attuale, una situazione straordinaria.
La sorveglianza comprende inoltre altri agenti responsabili di infezioni respiratorie, a conferma di un quadro caratterizzato da una circolazione contemporanea di diversi virus e batteri.
Rinovirus e Streptococcus pneumoniae sotto osservazione
Tra i microrganismi rilevati in aumento figura anche il rinovirus umano, una delle cause più comuni del raffreddore. La sua presenza può contribuire a spiegare una parte dei sintomi respiratori accusati dai turisti e dalla popolazione durante il periodo estivo.
Sono inoltre aumentate le rilevazioni di Streptococcus pneumoniae, un batterio che può essere associato a diverse infezioni, comprese alcune patologie dell’apparato respiratorio.
Il quadro, dunque, non è riconducibile a un’unica “influenza di Malta”, come viene invece rappresentato in alcuni contenuti pubblicati sui social.
Da fine maggio l’aumento delle sindromi simil-influenzali
Secondo quanto riferito dal ministero della Salute maltese, le sindromi simil-influenzali hanno iniziato a crescere già alla fine di maggio, registrando un ulteriore incremento a partire dal mese di luglio.
L’aumento estivo viene quindi osservato all’interno di una dinamica iniziata diversi mesi fa e non come un fenomeno improvviso legato esclusivamente alla stagione turistica.
La grande esposizione mediatica del fenomeno è arrivata soprattutto attraverso TikTok, dove le esperienze personali dei turisti hanno contribuito a creare una narrazione collettiva sulla cosiddetta “Malta flu”.
La “Malta flu” diventa virale su TikTok
Video di turisti ammalati dopo le vacanze hanno iniziato a moltiplicarsi sui social, dando vita a una vera e propria etichetta virale. Gli hashtag #maltaflu e #maltasickness raccolgono testimonianze molto diverse tra loro, accomunate dal racconto di sintomi respiratori comparsi durante il soggiorno o al rientro.
Il fenomeno evidenzia ancora una volta quanto rapidamente un’esperienza individuale possa trasformarsi sui social in una percezione collettiva. Ma un insieme di testimonianze online non equivale automaticamente alla presenza di una nuova malattia o di un focolaio.
I dati ufficiali disponibili, al contrario, mostrano un aumento di alcune infezioni respiratorie, senza indicare al momento una situazione eccezionale.
La situazione resta sotto monitoraggio
Le autorità sanitarie maltesi hanno comunque confermato che il monitoraggio proseguirà. L’obiettivo è verificare costantemente l’andamento dei virus respiratori e individuare tempestivamente eventuali cambiamenti nel livello di rischio.
Per ora, dunque, il messaggio è duplice: le infezioni respiratorie sono aumentate, ma non c’è evidenza di un focolaio anomalo.
La “Malta flu” resta soprattutto un fenomeno nato e amplificato sui social, mentre sul piano epidemiologico la situazione viene descritta come sotto controllo e ancora lontana dai livelli raggiunti durante il picco invernale.
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