Legge elettorale, cambia tutto per Ragusa: sparisce il collegio e adesso rischiamo di restare senza parlamentari. Ecco perché

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La nuova legge elettorale è stata approvata ieri, 8 ottobre, dalla Camera dei deputati con 227 voti favorevoli e 164 contrari. Si chiama Stabilicum e sostituisce il Rosatellum, il sistema con cui si è votato nel 2018 e nel 2022. Sarà usata alle prossime elezioni politiche, previste nel 2027. Per la provincia di Ragusa il cambiamento principale è uno: scompare il collegio uninominale.

Come si votava finora

Con il Rosatellum una parte dei parlamentari veniva eletta nei collegi uninominali. Ogni coalizione presentava un solo candidato e vinceva chi prendeva più voti.Nel 2022 il collegio della Camera di Ragusa, che comprendeva anche il Calatino (28 comuni in tutto), è stato vinto da Nino Minardo, della Lega, con il 41,4%. Il collegio del Senato, che univa Ragusa, Siracusa e il Calatino, è andato a Salvo Sallemi, di Fratelli d’Italia. Inquesto modo la provincia aveva un deputato e un senatore eletti direttamente sul suo territorio.

Come si voterà ora

Lo Stabilicum elimina i collegi uninominali in tutta Italia, tranne in Valle d’Aosta e in Trentino-Alto Adige. Tutti i parlamentari saranno eletti con il sistema proporzionale, in collegi più grandi in cui si vota una lista.Per la Camera, Ragusa resta nello stesso collegio di Siracusa: 33 comuni in tutto. In ogni collegio ogni partito presenta una lista di sette candidati, alternando uomini e donne.

Ecco cosa troverà l’elettore sulla scheda:

  • Il capolista è bloccato. Il primo nome della lista lo decide il partito e non si può votare con la preferenza.
  • Si possono dare fino a tre preferenze agli altri candidati della lista. Bisogna alternare uomo e donna, altrimenti le preferenze non valgono.
  • Il voto disgiunto non è ammesso.
  • Chi scrive solo i nomi senza barrare il simbolo vota comunque per quella lista.

Cosa significa per Ragusa

Prima il seggio della provincia dipendeva dal risultato della coalizione nel collegio. Ora conteranno anche i voti personali dei singoli candidati. Qui c’è il punto più delicato. Nello stesso collegio ci sono la provincia di Ragusa e quella di Siracusa, che ha più abitanti. Un candidato ibleo dovrà raccogliere abbastanza preferenze da superare i concorrenti siracusani della sua stessa lista. Se i voti della provincia si dividono tra troppi nomi, Ragusa rischia di non avere un proprio rappresentante. Se invece si concentrano su un candidato, quel candidato potrebbe pesare più di prima.

Le regole nazionali, in breve

  • Premio di maggioranza: chi supera il 42% dei voti ottiene 70 deputati e 35 senatori in più, con un tetto massimo di 220 deputati e 113 senatori. Se nessuno arriva al 42%, il premio non scatta.
  • Niente ballottaggio: era previsto all’inizio, poi è stato tolto.
  • Soglia di sbarramento: il 3% per i singoli partiti. Nelle coalizioni sopra il 10% entra anche la lista più votata tra quelle rimaste sotto il 3%.
  • Candidato premier: ogni coalizione deve indicarlo, ma il nome non sarà sulla scheda. La nomina resta al Presidente della Repubblica.
  • Firme per presentarsi: i partiti che non sono in Parlamento dovranno raccogliere tra 6.000 e 7.000 firme per collegio, contro le 1.500-2.000 di oggi.

Fuorisede: si potrà votare dove si vive

È la novità che tocca più direttamente tante famiglie iblee. Chi studia o lavora da almeno nove mesi in un’altra regione potrà votare nel comune in cui vive, senza tornare a casa. Vale per le politiche, le europee e i referendum. Lo stesso diritto spetta a chi assiste un familiare curato fuori regione da almeno tre mesi. La domanda va presentata entro il 31 dicembre per l’anno successivo.

I prossimi passaggi

La legge deve essere ancora firmata dal presidente Mattarella e pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Le opposizioni la chiamano “legge truffa” e una rete di comitati contrari prepara ricorsi in una trentina di tribunali. Secondo alcuni esperti, la Corte costituzionale potrebbe esprimersi già da febbraio. Una cosa però è già certa. Alle prossime politiche gli elettori della provincia di Ragusa non sceglieranno più tra due o tre candidati in un collegio tutto loro. Potranno invece scrivere sulla scheda il nome di chi vogliono mandare a Roma. Se Ragusa conterà di più o di meno dipenderà da quanti useranno quella possibilità, e da come.

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