Le vittime troppo spesso dimenticate: in ricordo di Fodè, investito mentre andava a lavoro in bici sulla Vittoria-Acate

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La morte di Fodè Diaka, il ragazzo del Mali ucciso da un pirata della strada mentre si recava a lavoro nei campi in bici sulla Vittoria-Acate, ha aperto uno squarcio, qualora ce ne fosse bisogno, su un mondo di persone che vive e lavora ai margini della nostra società e della nostra provincia.

Troppo spesso dimenticati, le loro morti devono far riflettere tutti coloro che ancora oggi si ostinano a non voler guardare.

Ieri pomeriggio si è svolta una manifestazione simbolica sulla Vittoria-Acate, il luogo dove Fodie, per gli amici Fodè, ha trovato la morte: è stato investito da una donna che non si è fermata a prestare soccorso, ma che si è costituita ai carabinieri di Vittoria solo alcuni giorni dopo, forse spinta anche dagli accorati appelli sui social.  Fodè è rimasto ad agonizzare in mezzo alla strada, fino a quando i passanti hanno avvisato le forze dell’ordine e il 118 ma per lui non c’è stato più nulla da fare.

Il sindacato USB ha indetto questa manifestazione per ricordare la sua morte: sono stati deposti alcuni mazzi di fiori sul luogo dell’impatto e si è anche evidenziato il problema dello sfruttamento del lavoro nei campi, troppo spesso sottostimato o taciuto: è un “parente scomodo” che in provincia si tende a nascondere nell’armadio e a far finta che non esista.

Presenti alcuni ragazzi di centri d’accoglienza: alcuni di loro sono laureati, ma lavorano qui per 25 euro al giorno e per muoversi hanno solo le biciclette. Ai sindacati, hanno chiesto di avere almeno i  giubbini catarifrangenti e ieri ne sono stati distribuiti almeno un centinaio.

Poi, una preghiera.

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