Rapimento 17enne di Vittoria: resta al momento libero il quinto indagato

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A seguito dell’udienza del 18 giugno, la Cassazione, prima sezione, annulla ordinanza del Riesame che disponeva la custodia cautelare sull’arresto dell’ultimo soggetto coinvolto nel rapimento di un 17enne a Vittoria, nel Ragusano. Quattro sono in carcere. Il quinto è B.C., 23enne, difeso dall’avvocato Nunzio Valerio Palumbo. La Cassazione ha annullato  l’ordinanza del Riesame che ne disponeva l’arresto, con rinvio. 

Era il 25 settembre quando un commando, a Vittoria, aveva chiamato per nome il ragazzo che si trovava con un gruppo di amici vicino alla sua abitazione, prima di caricarlo su una autovettura. Due macchine utilizzate e poi la fuga nel nulla. Il 17enne, figlio maggiore di una famiglia molto nota a Vittoria, commercianti nel settore della produzione e vendita di prodotti ortofrutticoli con un grosso giro di affari anche all’estero, venne liberato dopo neanche 24 ore senza pagamento di riscatto. La Procura distrettuale antimafia che indagò sul caso, chiese l’arresto per tutte e 5 le persone che secondo le indagini avrebbero avuto un coinvolgimento diretto nella ideazione e nella esecuzione del rapimento. Il gip dispose la custodia cautelare in carcere, a dicembre del 2025, solo per 3 di loro; Gianfranco Stracquadaini, 50 anni (difeso dall’avvocato Rosario Cognata), Stefano La Rocca, 23 anni (difeso dall’avvocato Matteo Anzalone) e Giuseppe Cannizzo, 40 anni (difeso dall’avvocata Alessandra Di Raimondo). Il Riesame a cui si appellò il Pm della dda che integrò gli elementi indiziari in corso di procedimento anche con il riscontro sul dna di Gabriele Giunta 22 anni (difeso dagli avvocati Maurizio Catalano e Raffaele Catalano) rinvenuto su un mozzicone di sigaretta nel covo in cui venne portato il rapito, e di altri elementi a carico di B.C. 23 anni, dispose il carcere per entrambi. La Cassazione il 4 giugno scorso – sempre la prima sezione – diede ragione alla Procura per Giunta, che venne arrestato e condotto in carcere il giorno successivo, mentre venne fissata udienza al 18 giugno per decidere sul ricorso presentato dall’avvocato Palumbo per B.C. E siamo a ieri. Il 23enne – che si sarebbe volontariamente sottoposto all’esame del dna e che ha sempre negato il suo coinvolgimento nel rapimento -, al momento resta libero. La Cassazione ha annullato l’ordinanza di arresto disposta dal Riesame, ordinanza impugnata dalla difesa per violazioni di legge, vizi di motivazione e valutazione degli indizi e rinviando a nuovo giudizio. Non sono ancora note le motivazioni della decisione di legittimità.

 Il provvedimento è stato pubblicato ieri. Intanto a tutti è stato notificato l’avviso di conclusione indagini; la Procura distrettuale ha modificato le imputazioni. Il sequestro di persona resta comunque aggravato dal fatto che ad essere rapito sia stato un minorenne ma decade l’aggravante mafiosa assieme alla contestazione del favoreggiamento della latitanza di Stracquadaini su cui pendeva un mandato di cattura per un tentato omicidio e che venne arrestato proprio a seguito delle indagini sul rapimento. 

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