Etna: cenere su mezza Sicilia. E’ il caso di rimettere le mascherine?

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

L’eruzione che da giorni condiziona pesantemente il traffico aereo ha un’altra conseguenza, meno appariscente delle cancellazioni dei voli: la cenere. Il vento può trasportarla molto lontano dal vulcano e, quando arriva, il problema non riguarda soltanto balconi, automobili e strade.
La cenere vulcanica è costituita da frammenti di magma solidificato, prevalentemente silicati, ed è fortemente abrasiva. Le particelle più fini possono rimanere sospese nell’aria ed essere respirate.
La Protezione civile precisa che la caduta di cenere, anche prolungata, non costituisce normalmente un grave rischio per la salute. Ma aggiunge un particolare importante: l’esposizione prolungata alle particelle più sottili, inferiori a 10 micron (PM10), può provocare disturbi all’apparato respiratorio. Maggiore prudenza è consigliata per chi soffre di asma, enfisema, malattie cardiocircolatorie, oltre che per anziani e bambini.


Da qui una raccomandazione che sembrava appartenere ad altri anni: durante la caduta della cenere, oppure quando vento e traffico risollevano quella già depositata, se bisogna uscire è consigliabile utilizzare una mascherina contro le polveri. E possibilmente anche occhiali protettivi.
Perché l’Etna può farsi sentire anche negli occhi. La cenere può provocare irritazione, sensazione di avere un corpo estraneo, congiuntiviti e persino abrasioni della cornea. In caso di contatto la Protezione civile raccomanda di non strofinare gli occhi, ma di lavarli abbondantemente con acqua.
Un’attenzione particolare riguarda chi porta le lenti a contatto. Le indicazioni sanitarie internazionali sono piuttosto chiare: durante una ricaduta di cenere sarebbe preferibile lasciarle nel contenitore e utilizzare gli occhiali. Le minuscole particelle abrasive possono infatti finire tra lente e superficie dell’occhio aumentando il rischio di irritazioni e abrasioni.

L’errore di spazzare cenere asciutta

C’è poi un errore molto comune da evitare. Spazzare energicamente la cenere asciutta significa semplicemente riportarla nell’aria. Prima della rimozione è opportuno inumidirla leggermente, evitando così di risollevare soprattutto la componente più fine.
C’è anche una questione di qualità dell’aria. E riguarda anche il territorio ragusano, che con la cenere dell’Etna ha già fatto i conti più volte. È accaduto anche lo scorso 6 luglio, quando le ricadute furono particolarmente evidenti nell’area di Modica. E proprio in questi giorni sono tornate le raccomandazioni della Protezione civile: durante la pulizia della cenere è consigliato utilizzare mascherina e occhiali antipolvere. Secondo i dati delle centraline Arpa, questa fase eruttiva non ha prodotto nel territorio aumenti significativi del particolato atmosferico.
Dobbiamo dunque tornare tutti alle mascherine? No. Ma dove la cenere sta cadendo o viene risollevata, utilizzarle è una precauzione sensata. L’Etna, a volte, entra molto più discretamente nella nostra quotidianità: si deposita sulle automobili, sui balconi e sulle strade. E, quando è abbastanza fine, può arrivare anche negli occhi e nei polmoni.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it