RAGUSA – I sindacati dei medici dell’Asp di Ragusa hanno proclamato unitariamente lo stato di agitazione, annunciando la possibilità di arrivare anche allo sciopero. Alla base della protesta, secondo quanto comunicato dalla Federazione dei medici territoriali (Fmt), ci sarebbero “gravi criticità nell’assistenza primaria e territoriale della provincia” e il mancato raggiungimento di un’intesa dopo gli […]
Sanità: medici verso lo sciopero a Ragusa. Proclamato lo stato di agitazione per “gravi criticità nell’assistenza territoriale”
23 Giu 2026 19:41
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RAGUSA – I sindacati dei medici dell’Asp di Ragusa hanno proclamato unitariamente lo stato di agitazione, annunciando la possibilità di arrivare anche allo sciopero. Alla base della protesta, secondo quanto comunicato dalla Federazione dei medici territoriali (Fmt), ci sarebbero “gravi criticità nell’assistenza primaria e territoriale della provincia” e il mancato raggiungimento di un’intesa dopo gli incontri avuti con la controparte pubblica.
A spiegare le ragioni della mobilitazione è il segretario provinciale della Fmt Alessandro Tumino, che denuncia una mancata risposta alle proposte avanzate dai medici e una “piena attuazione degli accordi vigenti” ancora non garantita.
Tra le criticità evidenziate anche la mancata attivazione del servizio di presa in carico dei pazienti cronici, e non solo, da parte della medicina specialistica, oltre a quelle che il sindacato definisce difficoltà nell’applicazione delle norme contrattuali.
Tumino richiama in particolare il mancato coinvolgimento dei medici di medicina generale previsto dal Decreto ministeriale 77, oltre alla mancata applicazione dell’Accordo integrativo regionale 2025 e dell’Accordo collettivo nazionale (ACN) 2022-2024.
“Per l’Asp di Ragusa sembra di vivere in un mondo a parte, dove norme e regole vengono interpretate sempre a scapito dei medici – afferma Tumino -. Siamo stati costretti a proclamare lo stato di agitazione e siamo pronti anche allo sciopero”.
Il sindacato attende ora risposte concrete dall’incontro previsto per il prossimo 25 giugno, considerato un passaggio decisivo per tentare di ricomporre la situazione.
“La sanità pubblica è un’organizzazione complessa e non può essere gestita come un condominio – conclude Tumino -. Ora basta”.
La vertenza riguarda in particolare l’organizzazione dell’assistenza territoriale e il rapporto tra medici e azienda sanitaria, con i sindacati che chiedono un confronto concreto per affrontare le criticità segnalate.
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