Lavoro nero in Sicilia: scoperti 1.800 lavoratori irregolari

Il lavoro nero continua a rappresentare una delle emergenze più preoccupanti del tessuto economico siciliano. A lanciare l’allarme è l’Inail Sicilia, che nel corso del 2025 ha già individuato circa 1.800 lavoratori irregolari su oltre 700 aziende ispezionate.

Un dato che fotografa una realtà ancora fortemente segnata da evasione contributiva, irregolarità contrattuali e condizioni di lavoro spesso prive delle necessarie tutele.

A rendere noti i numeri è stato Giorgio Soluri, direttore regionale dell’Inail in Sicilia, intervenuto a margine di un incontro organizzato dall’Istituto a Palermo.

“Il fenomeno del lavoro in nero oggi continua a destare molta preoccupazione – ha dichiarato Soluri –. Basti pensare che, nel corso del 2025, in Sicilia, su oltre 700 aziende da noi ispezionate, abbiamo registrato circa 1.800 lavoratori irregolari”.

Numeri che confermano come il sommerso continui a incidere pesantemente sul mercato del lavoro dell’Isola, con conseguenze dirette sia sulla sicurezza dei lavoratori sia sulla tenuta del sistema previdenziale e fiscale.

L’Inail, ha spiegato il direttore regionale, porta avanti un’attività costante di vigilanza specialistica, finalizzata al contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale, attraverso controlli mirati e verifiche aziendali.

“L’Inail – ha proseguito Soluri – svolge continue attività di vigilanza specialistica attraverso delle ispezioni presso le aziende, per contrastare l’evasione e l’elusione fiscale”.

Dietro ogni ispezione non c’è solo un controllo sul campo, ma un’attenta fase preliminare di analisi dei dati.

Le verifiche, infatti, vengono precedute da una complessa attività di business intelligence, basata sull’incrocio delle informazioni disponibili internamente e di quelle provenienti da altri enti istituzionali.

Questo sistema consente di individuare con maggiore precisione i settori e le imprese che presentano maggiori criticità o elementi di sospetto.

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