LAPORTA: “SI UTILIZZANO DUE PESI E DUE MISURE.

“Non potrei che plaudire all’iniziativa avviata dall’Amministrazione comunale, che ha avviato le procedure per il rimborso idrico nei confronti delle utenze che hanno subito gravi disagi, costretti dunque ad approvvigionarsi nella maggior parte dei casi con le autobotti dei privati, per la crisi idrica che la città di Ragusa ha dovuto subire nei mesi scorsi, se non pensassi che la coperta è troppo corta”. È quanto denunciato ieri sera, in aula, durante l’attività riservata alle comunicazioni, dal consigliere comunale di Territorio, Angelo Laporta, che si è rivolto all’amministrazione comunale segnalando come la stessa necessità di effettuare un rimborso sull’idrico debba essere ravvisata anche nei confronti di quei nuclei familiari le cui dimore insistono nelle contrade di recupero, nelle periferie della città o in alcune zone di Marina di Ragusa, che scontano gravi problemi in maniera strutturale.

“Famiglie che – dichiara Laporta –  con consumi che si aggirano intorno ai 10mila litri di acqua (a volte addirittura appena 4.000 litri), riescono ad ottenere riscontri dal Comune solo una volta ogni due mesi e mezzo, in media, e che, in questo lasso di tempo, esaurendosi nel frattempo le scorte idriche, sono costrette a ricorrere ai privati con una spesa che moltiplica cinque volte tanto, quella sostenuta per l’autobotte comunale. E chi rimborsa queste persone? Chi fornirà loro dei risarcimenti per un problema generato, comunque, da un servizio rivelatosi carente anche a causa di un inadeguato parco macchine? Per non parlare del personale (gli autisti) che non è in grado, come numero, di coprire i turni a pieno regime (ci sono tre mezzi e due autisti)”.

“Mi sembra che l’Amministrazione comunale – ha concluso Laporta – debba fornire delle risposte precise su questo fronte. E’ un modo di fare che ritengo non debba appartenere a un Comune, quello di Ragusa, che si è sempre distinto per attenzioni supplementari nei confronti dei propri cittadini”.

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