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La potabilità dell’acqua passa attraverso la sicurezza delle sue fonti naturali. La clorazione è solo un “aiutino”. Succede a Scicli
06 Ott 2025 10:34
Prova ne è come dalla Regione Sicilia siano stati destinati all’ente sciclitano somme per la protezione della conduttura idrica del tratto torrentizio della Fiumara e delle due sorgenti naturali di Salto di Lepre e di San Guglielmo-Galluzzo. Sono le due fonti naturali che insistono, in particolare la prima quella di Salto di Lepre, sul torrente Modica Scicli dove, vuoi o non vuoi, a volte arrivare acque non perfettamente depurate dall’impianto di contrada Cafeo a Modica che a cascata finiscono nella Conca del Salto e che indirizzano le loro acque al serbatoio del Rosario. Il comune di Scicli ha avuto, per decenni, come spada di Damocle, proprio le acque che scorrono sul letto del torrente che scarica sul litorale in contrada Spinasanta. Ed è qui che sono stati riscontrati situazioni di inquinamento fecale ogniqualvolta le analisi hanno dato valori fuori dalla norma. Dal Dipartimento regionale di protezione civile, proprio per mettere in sicurezza le due sorgenti d’acqua, sono stati destinati 291 mila euro. Al momento sulla carta: la concretezza degli interventi di risanamento arriverà solo dopo l’esecuzione dei progetti esecutivi e l’appalto dei lavori. C’è da aspettare ma i tecnici comunale assicurano che in tempo brevi concluderanno le procedure necessarie. I benefici nell’erogazione dell’acqua potabile dovrebbero arrivare per le zone di Jungi, di via Ospedale, di via San Giuseppe, della villa comunale e di Santa Maria La Nova.
Soldi arrivati dalla Regione, in accordo con la Protezione civile regionale, l’Autorità di Bacino ed il Genio civile, in virtù degli eventi calamitosi del 9 e 10 febbraio 2023 che hanno messo in ginocchio il territorio sciclitano. Finanziati anche, per un milione di euro, la messa in sicurezza del costone roccioso di via Dolomiti (sopra la chiesa Santa Maria La Nova) e del torrente Trippatore a Sampieri, nell’intersezione con la strada provinciale spesso teatro di allagamenti, per un ammontare di 250 mila euro.
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