LA POLITICA DEGLI ANGELI

Ticchetta l’orologio della città, annuncia l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, ma ancora le diverse fazioni politiche giocano partite camaleontiche. L’anno delle grandi intese, l’anno del cambiamento, l’anno in cui un asino può cominciare ad avere le ali e iniziare a volare, l’anno in cui tutto è possibile. 

Sono sempre più divertito nel vedere volti nuovi e vecchi in gara per la poltrona di sindaco e consiglieri. Mi diverte, sarcasticamente, vedere come pur di diventare primo cittadino ci si stia circondando di persone che hanno costruito la città attraverso la musica, la cultura e di conseguenza hanno dato il loro contributo per accrescere la fama della capitale del barocco. Dico sarcasticamente perchè coloro che oggi si avvalgono di queste altolocate consulenze sono coloro i quali nelle precedenti amministrazioni hanno nutrito l’ignoranza del cittadino medio ragusano.

L’anno 2013 lo ricorderò per la PRIMAVERA POLITICA.

Primavera intesa come RISVEGLIO, in quanto la vecchia classe politica ha iniziato un processo di rinnovamento e di formazione attraverso consulenze esterne; ma primavera anche per la scelta che i partiti o movimenti stanno compiendo nello schierare in prima fila ragazzi giovani, miei coetanei che non hanno mai partecipato attivamente alla vita della cosa pubblica nella propria città.

Quanto vi descrivo mi richiama alla mente uno dei più interessanti aneddoti del mondo antico, o meglio mi richiama un’inversione strategica dei tempi. 

Se dovessi parlare per metafore descriverei un partito politico che si accinge alle amministrative, come un esercito il quale però non schiera in prima fila i capitani, i veterani, quanto i giovani. Come se volessero far stancare i nemici impegnati a trucidare tutta la fanteria giovanile per poi far intervenire i veterani che armati di spade e corazzati come non mai scagliano l’attacco finale sconfiggendo l’armata nemica.

Le amministrative rivelano il degrado di una città, che come dico sempre, è potenzialmente in grado di affermarsi come prima provincia in tutta la Sicilia ma per il suo degrado culturale è condannata a pagare il doppio e a chiudere quella lunga lista di città poco virtuose.

E’ vero che bisogna puntare sui giovani, anzi si deve puntare sui giovani e attuare il ricambio generazionale, ma permettetemi di dire che non è possibile difendere una città mandando in guerra un giovane inesperto, sprovvisto di armi e con una pettorina imparagonabile  alla corazza aurea dei veterani.

I miei continui rimandi al mondo bellico sono voluti non perchè penso alla politica come a una lotta  tra HOSTES, avrebbero detto gli antichi romani, cioè a una lotta a sangue tra due soldati che non vedono l’ora di premere la loro lama lucida e sacra sul petto del nemico moribondo. I miei rimandi al mondo bellico sono intenzionati a far emergere quell’idea di una politica sprovvista di formazione, una politica che pensa di insegnare l’ABC quando non è mai stata a scuola. 

Tristezza e rabbia mi animano perchè vedo potenziali dirigenti della città bruciati nel momento sbagliato, nel momento in cui avrebbero dovuto dare spazio alla loro crescita.

Chi vi parla non è un burocrate, un sindaco o un consigliere ma un giovane che da anni compie la sua gavetta all’interno di partiti e associazioni, da anni segue nuovi ragazzi e li orienta alla res publica ( all’amministrazione della cosa pubblica). 

Molto è stato fatto, ma a questo cammino non c’è mai fine. Il mio obiettivo è non diventare carne da macello, non diventare l’agnello di un lupo che attraverso l’ars oratoria ( arte oratoria) riesca ad attrarmi nella sua tana.

Non si entra in politica dall’oggi al domani, si entra in politica solo se c’è la consapevolezza di avere la preparazione adeguata basata solo su tre principi: PARTECIPAZIONE, CONOSCENZA, PASSIONE.

Un appello a chi dei dirigenti partitici sta leggendo questo articolo, non lasciate che potenziali macchine da guerra per l’affermarsi della nostra provincia ai primi posti possano essere annientati dalle vostre ossessive e infernali voglie di potere, anzi provvedete alla formazione di questi ragazzi e non cercateli solo al momento delle amministrative facendo vedere loro l’esistenza di  un Eden, che potrebbe dargli fama e ricchezza, ma che in realtà non raggiungeranno MAI!

 

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