Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
LA NUOVA AMMINISTRAZIONE COMUNALE VUOLE SPOSTARE FUORI DALLA CITTA’ IL MUSEO DEL TEMPO CONTADINO
18 Set 2013 15:44
E’ vero che scopa nuova fa rumore, come dice il vecchio detto, ma non sempre si deve far rumore a tutti i costi. E’ scandalosa la previsione che leggiamo dalla pagina facebook istituzionale del Comune di Ragusa di prevedere lo spostamento da Palazzo Zacco del museo etno-antropologico denominato “Museo del Tempo Contadino”. Leggendo le “dichiarazioni di intenti” del nuovo assessore comunale alla Cultura e Beni Culturali Stefania Campo, apprendiamo che è intenzione dell’Amministrazione Piccitto, come testualmente leggiamo, “liberare Palazzo Zacco” per trasferire il museo fuori città, lontano dal circuito museale che già sotto la precedente Amministrazione si è ipotizzato mettendo in rete i vari musei del centro storico. Liberare da cosa? Forse alla nuova Amministrazione “puzza” l’odore della campagna? Forse il nuovo assessore comunale ritiene che il Museo del Tempo Contadino non sia degno di essere ospitato in un palazzo nobiliare tra l’altro patrimonio dell’Umanità? Si vuole snaturare il percorso che è stato programmato dai professionisti che hanno progettato questo piccolo ma importante museo, adattandone le sezioni in un unicum incastonato proprio a palazzo Zacco? Nel ricordare che questo museo è nato dall’intuizione dello scomparso Mimì Arezzo, va sottolineato che non si tratta di una semplice esposizione. Gli oggetti non sono “buttati” a casaccio nelle varie stanze, ma seguono un percorso filologico e storico assegnato dai progettisti. C’è infine un dubbio che ci assale, ma quelli dell’Amministrazione, che sono così democratici tanto da dover condividere tutto anche in rete, sanno esattamente ciò che fanno? Perché mentre dicono di voler spostare il museo altrove, siglano e approvano in Giunta un protocollo d’intesa con una costituenda associazione giovanile affinché i locali del museo destinati alle attività di laboratorio per ragazzi siano usati per un corso di ricamo. Insomma, se vogliono spostare il museo perché danno contemporaneamente la disponibilità ad usarlo appunto per glii scopi didattici previsti dal museo stesso?
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