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LA NOTTE
30 Ago 2013 18:32
Alla notte, della civiltà, della ragione, dell’umanità, è dedicato il libro di Ian Kershaw Hitler e l’enigma del consenso, ricostruzione storica del più potente e devastante processo di adesione di massa alla figura carismatica di un uomo politico. Che, in questo caso, ebbe moltiplicato il suo investimento dalla sofferenza di un intero popolo, che scontava la fine definitiva del mondo ottocentesco e insieme la prima grande crisi economico-finanziaria del novecento.
Inquietanti ma istruttive le immagini a corredo, che seguono lo svolgimento della narrazione dalle prime “pose” ai momenti conclusivi della discesa all’inferno dell’intero continente europeo.
Quei momenti conclusivi sono raccontati, con sapienza drammaturgica, dallo straziante film di Oliver Hirschbiegel. Hitler è interpretato, nei suoi ultimi 10 giorni trascorsi nel bunker della cancelleria a Berlino, da un immenso Bruno Ganz, che non cede ad alcuna tentazione gigionesca, ad alcun ricatto retorico o declamatorio ma dà respiro e carne e sangue ad un’umanità decomposta, già tracimata oltre la linea del delirio e della morte. Il passaggio costante dai momenti di dolcezza ai momenti di ira sono immuni da qualunque tentativo assolutorio e rimarcano, invece, la sostanza fondamentale del personaggio: la sua fragilità caratteriale, la paranoia, la mediocrità parzialmente riscattata dal continuo utilizzo di capri espiatori.
Per pura relazione suggestiva, la musica che la rubrica propone oggi è quella sognante, intrisa di malinconia, notturna di Ketil Bjǿrnstand nel suo meraviglioso La notte, dedicato al cinema di Antonioni. La suggestione non si esaurisce soltanto nella comunanza del titolo: i quadri tratteggiati nel cd evocano un mondo crepuscolare, intimo ma anche attraversato da lame melodiche di un dolore profondo che richiamano alla memoria le nuances mitteleuropee sapientemente utilizzate nell’epico Schindler’s List di Spielberg.
Il cast della registrazione è stratosferico: fra gli altri Andy Sheppard al sax, Anja Lechner al cello, Marilyn Mazur alle percussioni. E il leader che dirige con passione e sensibilità pianistica.
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