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La lunga notte dell’Etna: e i paesi circostanti si risvegliano sommersi di cenere
07 Mar 2021 10:17
Questa foto che vi mostriamo arriva da Riposto: un denso e piuttosto strato copioso di cenere lavica ha letteralmente ricoperto la città: le vie, i balconi, le auto. Tutto è ammantano da un enorme strato nero. Al di la della suggestione, la cenera lavica sta provocando parecchi danni sia all’agricoltura che alle città.
Si tratta del decimo parossismo nel giro di poche settimane. L’Etna ritorna in attività e, come rilevato dall’Ingv, il vulcano ha iniziato la sua attività nella notte, a partire dall’una con un piccolo flusso lavico dal cratere di Sud Est. Si tratta della stessa bocca effusiva apertasi il 4 marzo alla base del cratere e si è osservato, contestualmente, anche la ripresa dell’attività stromboliana. Attività che è stata anche intra-craterica ai crateri Voragine, Bocca Nuova e cratere di Nord Est.
Qualche ora dopo, intorno alle 3.30, l’attività stromboliana del cratere di Sud Est è aumentata e l’attività ha formato una nube eruttiva che ha raggiunto un’altezza di circa 5000 metri e per quanto riguarda il flusso lavico, il fronte si è attestato inizialmente a circa 2900 metri. Inoltre dalle 3,50 del mattino si è osservato un trabocco lavico dal versante orientale del cratere di sud est. Come rilevato dall’Ingv si è registrato all’alba un ulteriore rapido aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico che al momento è su valori alti. La sorgente del tremore è localizzata in prossimità del cratere di Sud Est e l’attività stromboliana al cratere è passata a fontana di lava; dalle ore 6:20 ha formato una colonna eruttiva che ha adesso superato l’altezza di 10.000 metri disperdendosi in direzione Est. Riguardo i flussi lavici essi si espandono nella Valle del Bove.
L’attività di fontana di lava al cratere di Sud Est è cessata intorno alle 7 e permane una debole attività di emissione di cenere. La nube vulcanica, che si disperde nel settore orientale, ha prodotto prevalentemente ricaduta di cenere e lapilli sui paesi etnei di Milo, Fornazzo, Trepunti, Giarre, Macchia di Giarre, Mascali, Riposto e Torre Archirafi.
Foto: Giusi Caruso, tratta da facebook
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