LA FOTO. La superluna di ottobre, un istante di perfezione tra luce e silenzio

C’è un momento, subito dopo il tramonto, in cui il cielo smette di essere azzurro e non è ancora nero. È l’attimo sospeso che la fotografia ama più di ogni altro, quello in cui la luce — ormai in fuga — si arrende lentamente all’ombra. È proprio in quell’intervallo impercettibile che, il 7 ottobre 2025 alle 18:50, la luna piena è sorta dietro il faro di Cozzo Spadaro, a Portopalo di Capo Passero, disegnando una scena di rara armonia. E’ la superluna di ottobre.
Un’immagine che sembra uscita da un sogno, ma che è stata catturata con precisione quasi astronomica dal fotografo Gianni Tumino. La sua Canon EOS R5, fedele compagna di tante albe e tramonti, ha fissato quell’istante con il teleobiettivo RF 100-500 mm impostato a 500 mm, apertura f/8, 1/125 di secondo e ISO 3200. Parametri che rivelano la scelta consapevole di mantenere nitidezza e profondità, accettando il lieve rumore digitale come prezzo della verità luminosa. Sul piano tecnico, il risultato è un equilibrio perfetto tra nitidezza e atmosfera. Il fascio del faro, ormai inattivo ma simbolicamente potente, si staglia contro il disco lunare in ascesa: un dialogo tra due luci, una artificiale e una eterna. La post-produzione in Photoshop ha agito con discrezione, forse solo per bilanciare le tonalità e restituire quella sottile transizione cromatica tra blu e arancio che definisce il crepuscolo. Ma ciò che colpisce davvero non è la tecnica, bensì la poesia della composizione. Il faro di Cozzo Spadaro, sentinella estrema di Sicilia, osserva l’Oriente e il sorgere della luna come un vecchio marinaio che non ha più bisogno di rotte: basta il cielo per navigare. In quella linea d’orizzonte, dove il Mediterraneo incontra il silenzio, la fotografia diventa racconto, contemplazione, memoria.

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