LA FESTA DELLA DISUNITÀ DI RAGUSA

 

Il segretario provinciale del Partito Democratico, trovandosi in angosciante minoranza in assemblea provinciale, tanto è che non la convoca o se lo fa non ne rispetta le regole, dopo un anno non è riuscito a fare eleggere la direzione, l’organismo titolare delle scelte politiche. Responsabile, pertanto, di non avere chiuso ancora il percorso congressuale, Denaro, invece di “colmare” questo deficit di legittimazione democratica coinvolgendo almeno i segretari di 7 circoli nelle scelte, più il responsabile del costituendo circolo di Ispica, continua a dimostrare la propria scarsa sensibilità democratica facendo tutto da solo, o peggio decidendo con il gruppo di comando ipparino senza consultare nessuno. Originale il senso provinciale della festa, che per ironia della sorte si chiama dell’ Unità, tranne poi certificare la disunità, di cui il segretario è responsabile. L’emblema e la provocazione da una parte, il danno e la beffa dall’altra, sono quelli di fare aprire la festa della (Dis)Unità al putativo, ma contestato nel metodo, presidente dell’assemblea provinciale in barba al partito e in barba alla commissione regionale di garanzia che ancora si deve pronunciare perché un ricorso, dettagliato, serio e denso di elementi tutti protesi alla dimostrazione della illegittimità dell’assemblea del 4 luglio a Comiso, pende sulla elezione dello stesso e del tesoriere. Questo ci rassicura molto sull’animo di condivisione e di dialogo con cui Denaro caratterizzerà il suo mandato.

 

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