LA FAMIGLIA DAL VENTENNIO AD OGGI

LA FAMIGLIA DAL VENTENNIO AD OGGI

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Quando si parla di famiglia lo stereotipo moderno ,è rivolto al cambiamento della funzione sociale della donna ,nella visione femminista “deleteria” (n.d.r) che tende ad eliminare l’identità dei ruoli .

Nel contesto famiglia degli anni 80  la funzione  della donna –mamma,  assume  un significato  del tutto differente dall’immagine popolare della madre italiana, caratterialmente  forte , che si dedica totalmente alla cura dei figli ; diviene la  protagonista della comunicazione pubblicitaria  e si mostra moderna.

Nel 1970 in Italia il numero medio di figli per donna era 2,42 (Eurostat) intorno alle medie europee. Vent’anni dopo era sceso a 1,27, il livello più basso tra i paesi della Comunità Europea, per poi risalire negli ultimi anni (2012) a 1,42 (ISTAT 2014) ; Si hanno sempre meno figli e cambia anche il modello di famiglia .

La famiglia italiana diventa  piccola,  vecchia, uno spazio in cui viene a delineato e circoscritto  anche il ruolo del padre ,quasi marginale e distante,spesso relegato al nuovo modo di interpretarlo nella sua funzione  , sfumando quella caratteristica fisica di maturità e perché no di virilità .

 

Andando a ritroso possiamo capire come ,invece,  nel “ Ventennio Fascista” ,la famiglia è centrale in una dimensione fondamentale costruttiva e mai disgregativa.

 Il ruolo che ebbe la donna in questo particolare periodo storico , non era sminuito ma centrale . Gli aiuti alle famiglie, ai bambini e in particolar modo alle donne furono molti, qualcuno ritenne che il  governo curasse in particolar modo la famiglia per favorire la  crescita demografica che gli avrebbe fornito più forza militare , certo allora era impensabile ad un’Italia che progettasse , la sostituzione etnica attraverso l’immigrazione come accade oggi . Iniziarono così con alcune iniziative con lo scopo di ridurre la mortalità infantile e salvaguardare la salute delle donne.

Il ruolo della donna  sebbene si pensasse limitato ,per via dell’istruzione  , rivestiva invece il fulcro di una istituzione sociale  fondamentale ,gestendo un ruolo incredibilmente grande come generare e  dirigere la famiglia ,favorita dalle politiche sociali e non certo imposte .

L’istituzione che più si è occupata degli aiuti pratici alle donne si chiamava Opera Nazionale Maternità Infanzia (OMNI), fondata nel 1925 (soppressa nel 1975)  e tenuta in vita  dal volontariato delle donne dei gruppi femminili fascisti. Si occupavano di assistenza,  delle donne in gravidanza , delle madri e dei neonati fino ai 5 anni di età, alle ragazze madri, le vedove impoverite e le donne sposate con mariti che non erano in grado di aiutarle. Venne  istituita la  “giornata delle madri”, il 24 dicembre. Molte furono le iniziative ,le leggi e le agevolazioni per le famiglie numerose .

Nel 2017 molte cose sono cambiate ,le donne sono emancipate ,istruite e sicuramente consapevoli del loro potenziale politico e sociale ,ma non dovrebbero dimenticare che se il processo di “pseudo” liberazione ci ha portato a vivere compatibilmente con il progresso sociale ,non possiamo permetterci  di cancellare quel ruolo determinante di cui tutte noi siamo responsabili ,come lo sono state le nostre Madri , fautrici  della vera famiglia naturale Italiana.             

                                                                             Maria Borgia 

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