LA EX PROVINCIA REGIONALE DI RAGUSA DECIDE MOTU PROPRIO.

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La ex Provincia regionale di Ragusa intesa nel suo apparato tecnico amministrativo, prosegue nel suo progetto di creare difficoltà a livello finanziario al Consorzio universitario non erogando quanto precedentemente  inserito come debito fuori bilancio, non erogando il contributo annuale per l’anno corrente, come previsto dallo statuto  in riferimento agli artt. in questione che  non sono stati modificati.

In merito alla determina del Dirigente della Provincia avente ad oggetto la riduzione del contributo integrativo appostato come debito fuori bilancio inizialmente di E.471.942,51 mancando , a Suo dire, i presupposti per mantenere l’impegno ritenendo la somma di E. 405.286 “minore impegno e quindi economia di gestione”,così riducendo l’impegno di spesa ad E. 66.656,38, ancora ridotti ulteriormente!

La ex Provincia di Ragusa negli atti emanati da tempo attua una discrezionalità normativa che confligge con l’interpretazione autentica delle norme:

1)     nella deliberazione n 76/2012 avente ad oggetto il mantenimento delle quote azionarie in società partecipate  come previsto dalla L244/2007, in riferimento al Consorzio universitario il dirigente in carica “avocava a sé e con trattazione separata la vicenda riguardante il consorzio universitario:.”, pertanto l’atto di recesso è inficiato dall’assenza della delibera  motivazionale secondo la 241/90, che deve essere emessa dall’organo collegiale e non dirigenziale !

2)     si invoca la norma del dlgs n78/2010, in realtà l’obbligazione di modifica dello statuto deve essere emanato a seguito di adeguamento degli ordinamenti degli enti locali entro un anno dall’approvazione della legge 201/2011; il  Consiglio comunale di Ragusa ha approvato la modifica  degli artt.dello statuto in data Gennaio 2013 attenendosi alla direttive normative della 78/2010, la ex Provincia risulta inadempiente al compimento di tale atto entro il termine indicato dalla legge, ma solamente nel 2014 , deliberazione n.6;

3)     si ritiene da parte della ex Provincia che la spesa del personale del Consorzio  aggravi finanziariamente l’Ente, occorre evidenziare che nel bilancio di previsione del 2013 stilato dagli uffici della ex Provincia, il rapporto tra spesa del personale e spesa corrente è del 62,67 % (il limite massimo che indica la legge è del 50%), mentre la spesa del personale del Consorzio universitario incide per la quota del 2,75%, quindi la spesa del personale  non appesantisce  affatto la spesa, in quanto il rapporto della ex Provincia regionale  sfora di ben del 10%;

4)     in merito alla supposta “economia di gestione” con riduzione dell’impegno , secondo la consolidata giurisprudenza contabile , la esternalizzazione di un servizio deve perseguire , quale interesse pubblico primario, “economie di gestione”, ma nel caso di specie è stato costituito il Consorzio universitario, organismo di diritto pubblico, con finalità istituzionali (art3 statuto) mentre la invocata “ economia di gestione” prevede che vi sia “la riduzione della dotazione organica dell’Ente   di tante unità impiegate nei settori esternalizzati”, e che l’amministrazione provveda  alla “riallocazione e di mobilità del personale” e che non possono essere “processi di redistribuzione interna, ma razionalizzazione del personale che si traducano in un decremento complessivo dello stesso”, pur che si voglia ammettere che si possa configurare una esternalizzazione , invero tutt’altro risulta  nella deliberazione della  ex Provincia  n.162/2013 giacché si dà atto che “l’attuale dotazione organica di questo Ente non presenta situazioni di esubero o di eccedenza di personale.”

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