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La crisi del Ragusa calcio. Storia di un amore mai nato
25 Ott 2026 20:58
La crisi del Ragusa parte da lontano. Non è mai stato un cammino facile quello della società guidata dal presidente foggiano Vincenzo Audiello e i tifosi azzurri.
Ora, dopo le dimissioni del consulente sportivo Aniello Martone, che ha lasciato con un comunicato stampa dai toni molto accesi, i dirigenti hanno deciso di gettare la spugna. Sono pronti a cedere la società a chi vorrà farsi avanti e, nell’attesa, consegnano simbolicamente le chiavi al sindaco Giuseppe Cassì. Ma cosa ha determinato la crisi del Ragusa e la decisione dei dirigenti ?
La storia, probabilmente, parte da lontano. Ed è la storia di un feeling mai scoppiato tra i tifosi e la società con un gruppo di dirigenti ragusani, affiancati da altri campani. Dopo la salvezza quasi miracolosa della passata stagione, con una squadra allestita in ritardo e consegnata alla guida tecnica di Gaetano Lucenti, che ha disputato un grande campionato, quest’anno il Ragusa aveva iniziato con i migliori auspici.
Aveva presentato ufficialmente la società e i programmi con una conferenza stampa alla presenza del sindaco Giuseppe Cassì e dell’assessore allo Sport, Simone Di Grandi. Aveva consegnato la guida tecnica a Francesco Bianco, un allenatore promettente, pur se nuovo per la categoria.
Alla guida della società, con il ruolo di presidente, era arrivato il foggiano Vincenzo Audiello, subentrato ad Emanuele Carnazza. Carnazza era rimasto con il ruolo di vicepresidente, mentre Giuseppe Trapani assumeva il ruolo di amministratore delegato. Uomo forte della società era il consulente sportivo Aniello Martone, cui si devono molte delle scelte societarie.
Aniello Martone ieri si è dimesso. È andato via e lo ha fatto con una lunghissima lettera, polemica e dai toni inusuali che la società ha scelto di pubblicare integralmente sulla propria pagina facebook ufficiale. Martone non avrebbe gradito le forti critiche delle ultime settimane e ha deciso di mettere le distanze tra se e la società, rivendicando però a se e alla propria gestione il merito dei risultati ottenuti, compreso la miracolosa salvezza della passata stagione ottenuta ai play out contro il Messina.
Meno di 24 ore dopo arriva un’altra comunicazione della società. I dirigenti decidono di passare la mano, sono pronti a cedere la guida della società. E – simbolicamente – consegnano la squadra al sindaco.
Lo fanno perché la società nelle ultime settimane è stata fortemente contestata dai tifosi (anche sui social) e perché le dimissioni di Martone non sono senza conseguenze. “Siamo coerenti con il principio che ha sempre contraddistinto il nostro percorso – scrivono in una nota ufficiale – uno per tutti, tutti per uno. Siamo costretti a mettere in vendita il titolo sportivo”.
Il sodalizio societario, senza Martone, non regge. “Uno per tutti, tutti per uno”. Senza di lui non si va avanti. “La mancanza di figure affidabili e di assoluta fiducia, come lo era il consulente, ci impone oggi di porre fine a questa era – si legge ancora nel comunicato – Da domani il titolo sportivo sarà simbolicamente consegnato nelle mani dell’amministrazione comunale di Ragusa, in attesa di individuare nuovi acquirenti”.
Un secondo messaggio è diretto ai tifosi, a “quei tifosi che amano veramente il Ragusa, ma che hanno contestato questa proprietà non credendo nel progetto: adesso è il momento di farsi avanti”. Il titolo sportivo verrà “regalato” a chi è pronto a fare il bene del Vittoria, purchè si tratti di una cordata seria.
Fino a quel momento, però, la società continuerà ad operare. Il Ragusa manterrà tutti gli impegni presi e porterà a termine la stagione, “garantendo massima serietà fino all’ultimo giorno” Il Ragusa Calcio, per amore della città e dei suoi colori, verrà di fatto regalato a chi dimostrerà di avere a cuore le sorti del club. Non chiediamo altro che serietà e amore per questa maglia. La società precisa che continuerà a ottemperare a tutti gli impegni presi finchè possibile, garantendo la massima serietà fino all’ultimo giorno.
Che cosa succederà ? Nella nota della società si spiegano quali saranno i passaggi successivi. “L’auspicio è che imprenditori ragusani e tifosi, soprattutto quelli che hanno criticato, si avvicinino il prima possibile. Non per continuare a criticare gli altri, ma per far valere le proprie competenze sul campo. Solo così potremo valutare concretamente chi potrà sostituirci e fare meglio di noi per il bene del Ragusa”. Nei prosismi giorni rebderanno note le modalità da seguire per chi volesse avvicinarsi e rendersi disponibile pe runa gestione societaria.
A Palazzo dell’Aquila la notizia ha colto tutti di sorpresa, anche se la crisi e il malcontento erano noti. “Noi saremo vicini alla società, come lo siamo sempre stati – commenta l’assessore allo Sport, Simone Di Grandi – nei prossimi giorni cercheremo di comprendere meglio cosa accade e quali sono le possibili soluzioni. Insieme ai dirigenti, cercheremo di comprendere quale possa essere lo sbocco di questa crisi. Vedremo se ci saranno forze nuove che vorranno assumere la guida del Ragusa. Il comune farà la sua parte, ma ovviamente le soluzioni non possono venire da noi ì, ma dalla città”.
L’amministratore delegato Peppe Trapani non nasconde l’amarezza. “Ragusa e i suoi tifosi contestano ormai da tempo questa società – afferma – in queste condizioni è opportuno passare la mano”.
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