IN UN CERTO SENSO… BERLUSCONI HA RAGIONE!

Ieri alla fine è stato trasmesso il famoso videomessaggio di Berlusconi. Ebbene, mi sentirei di sottoscrivere l’appello di Berlusconi agli Italiani onesti e di buonsenso a reagire, a protestare, a farsi sentire contro la situazione nella quale qualcuno (ma chi?) ci ha precipitati; come anche l’invito a occuparsi della politica impegnandosi contro coloro (ma chi?) che “hanno sporcato” la politica.

E devo ammettere che c’è una dose di verità (ovviamente per motivi non coincidenti) sulla frase forse più dura per chi da sempre crede nei valori della democrazia: “Siamo diventati una democrazia dimezzata …”?

Come chiamare infatti una democrazia in cui un avvocato poi riconosciuto colpevole di corruzione di un giudice stava per diventare ministro della giustizia? Dobbiamo ringraziare l’inflessibilità di Scalfaro se si evitò questo paradosso istituzionale!

Com’è quella democrazia in cui il Parlamento senza alcun pudore ha riconosciuto che davvero Ruby era stata scambiata per la nipote di Mubarak?

Come si può considerare una democrazia in cui buona parte della stampa ad onta di qualsiasi elementare principio deontologico è di fatto ’asservita alla logica di scontro politico, in alcuni casi addirittura utilizzando le testate per intimidire o diffamare gli avversari politici?

Come si può considerare una democrazia in cui il leader del partito che era largamente maggioritario quando si è approvata una legge la vuole fare dichiarare incostituzionale quando viene applicata a se stesso?

Come si può considerare una democrazia in cui il leader del partito di cui fanno parte diversi ministri tra cui quello degli Interni e quello delle Riforme Istituzionali disconosce le sentenze della magistratura e viene assecondato e sostenuto da tutto il partito?

Come definire una democrazia in cui un ex senatore ha dichiarato di essersi fatto corrompere passando dal centrosinistra al centrodestra (contribuendo così alla caduta del governo votato dai cittadini) senza destare nessuno sdegno e nessuna riprovazione, come se fosse una normale attività parlamentare?

Come si può definire una democrazia in cui mentre il Paese si dibatte nella più devastante crisi economica dal dopoguerra in poi, il destino del governo è appeso al filo della decadenza di un parlamentare?

Mi sento alla fine di condividere (anche se con un fine esattamente opposto) anche l’appello agli Italiani: “è arrivato davvero il momento di svegliarci, il momento di preoccuparci, di ribellarci, di indignarci, di reagire, di farci sentire …”!

Attribuiscono a Goebbels una frase illuminante: “Ripeti una bugia 100 volte ed essa diventerà una verità”, mi sembra impossibile che dopo 80 anni il trucco sia ancora efficace!

 

 

 

 

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