IL VOTO DEL 25 MAGGIO 2014 MI RASSOMIGLIA…. A QUELLO DEL 18 APRILE 1948.

I commentatori e gli analisti escludono un qualsiasi rapporto tra il risultato straordinario del Pd del 25 maggio 2014 e quello del 18 Aprile 1948, che vide il trionfo della Dc e di De Gasperi. In quella circostanza il Paese indico’ la strada della collocazione internazionale dell’Italia all’interno del blocco occidentale. 
Fu una scelta realistica e decisiva. Togliatti stesso capiva e sapeva che lì era il posto dell’Italia ed enucleò la strategia della Via Democratica al Socialismo. In Grecia Marcos pensò di rompere con il sistema di Yalta e scatenò la Rivoluzione, la guerra civile. Fu un bagno di sangue.
A distanza di decenni, Enrico Berlinguer ci disse che quel voto e quella scelta del Popolo italiano era stata giusta e lungimirante e ci parlò di ombrello della Nato.
Nel 1989 la caduta del Muro di Berlino travolge l’Unione Sovietica e apre nel mondo nuovi scenari. Le stesse forze socialiste e socialdemocratiche cedono frettolosamente alla dolorosa necessità del passaggio, considerato ineluttabile. La crisi del walfare e dello stato sociale sono state le conseguenze di questa crisi della cultura di Sinistra che rinuncia a fare i conti con se stessa, per rinnovarsi con le sue energie, per approdare al mondo della globalizzazione, sguarnita di anticorpi critici verso il nuovo ordine.
In Italia nasce il Pd, con una fusione a freddo, che crea lacerazioni e confusione, che lascia indietro problemi e territori, uomini e quadri intermedi legati ai territori. Nasce senza aderire al Psoe, o ad altro gruppo. Galleggia, ondivago.
Poi irrompe Renzi, con i modi che sappiamo, il quale però mette tutto in accelerazione, sblocca l’immobilismo tradizionale, aggredisce i temi della crisi istituzionale, si misura col cambiamento.
Il Pd aderisce al Psoe. E’ una svolta. La gente osserva, valuta incuriosita. Accetta il confronto con la Piazza senza disdegnare l’uso dei media. E difende il suo progetto di cambiamento. Affronta Grillo e …vince sul campo.
Il voto del 25 maggio mi rassomiglia allora a quello del 18 Arile 1948, mutatis mutandis.
Ma sempre lì siamo: il POPOLO ITALIANO indica col voto straordinario, ora come allora, la Via della collocazione dell’Italia nel Mondo e in Europa. 
Come concretizzare questo mandato popolare, che si è espresso col voto  plebiscitario al Pd e a Psipras, per alcuni versi, dipende da quello che farà Renzi e che faremo tutti.
Non perdiamo questa occasione per correggere gli errori, risollevare le famiglie, salvaguardare il territorio, costruire una Europa democratica, in cui banchieri e Grandi Gruppi stiano alle decisioni della Politica.

 

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