Il Ramadan. Un percorso. Una libera scelta

Oggi è la prima giornata del mese di Ramadan.
Neanche l’acqua?”, no neanche l’acqua.
Ve lo dico subito così quando un vostro amico musulmano vi dirà che sta facendo il Ramadan non gli farete questa domanda che sorge sempre spontanea.
Digiuno completo. Dall’alba al tramonto.
E si potrà mangiare dal tramonto a poco prima dell’alba.
Ramadan è il mese sacro dell’Islam, mese in cui il profeta Muhammad ha ricevuto le prime rivelazioni del Corano.
“Sì okay, ma che senso ha non mangiare e non bere?”


Prendi per esempio “Il cammino di Santiago”, che senso ha farsi più di 200 km a piedi in una settimana, quando puoi farteli comodamente in macchina, in due ore?
La risposta la trovi alla fine del cammino. E riguarda te. Io ancora non l’ho fatto, me lo ha detto un amico.
Il Ramadan è così, un percorso. Una libera scelta. Autodisciplina, preghiera e meditazione. Un momento dell’anno cui interrompi la quotidianità e fai una cosa che dipende solo ed esclusivamente da te.
Digiuno non solo dal cibo, ma da tutto ciò che fa male, non solo al corpo, ma anche alla mente. Non solo a te, ma anche agli altri. Cattivi pensieri su tutto.
È difficile solo il primo giorno, ma poi la mente si abitua e di conseguenza il corpo.


Dura un mese.
Un mese per renderti conto dell’inutilità di tante cose e dell’importanza di altre, e che forse la certezza di un bicchiere d’acqua, un piatto caldo, qualcuno con cui condividerli e la possibilità di poter vedere, tutti i giorni, il Sole sorgere e tramontare, non sono poi così lontani dal concetto di “una vita serena.”
“Ramadan Mubarak” se volete augurarlo ai vostri amici musulmani.

Kouloud Yazidi Hammi

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it