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Il POPOLO: E’ TEMPO DI RESPONSABILITA’
03 Nov 2013 05:50
Il livello di insofferenza del cittadino nei riguardi dei politici ha raggiunto i livelli di guardi. Questi ultimi, per evitare di irritarlo, rinunciano al proprio ruolo. I politici, di ogni latitudine, tentano l’estrema difesa del proprio ruolo “privilegiato“, veleggiando sugli istinti del cittadino, tentano, smantellando l’architrave istituzionale del paese, di placare il malcontento. E’ stato così già nel 93. Ricorderete: i dioscuri La Russa-Gasparri baluardi a difesa del Procuratore di Milano Borrelli, le telecamere Mediaset fuori da San Vittore con il povero Brosio cronista degli arresti, la “gioiosa macchina da guerra“ di occhettiana memoria certa di pasteggiare l’ascesa al potere.
Qual è stato il risultato?
Il Popolo attraverso uno schiacciante esito referendario, fortemente condizionato dalla spinta emozionale di “mani pulite “, introdusse, in un paese le cui fondamenta costituzionali sono tipiche di una democrazia parlamentare, il sistema maggioritario. Un sistema che, a detta di quelle persone sovra citate, doveva polarizzare la politica, garantire maggiore governabilità al paese, la diminuzione dei partiti e dei costi della politica. Anche allora lo slogan era “tutti a casa”, quei politici cavalcarono il dissenso, quei stessi politici che in questo ventennio, ironia della sorte, sono stati protagonisti nel governo del paese. Il risultato ora è tutto sulla pelle degli stessi italiani che in massa votarono per il sistema maggioritario. Senza dimenticare i protagonisti delle aule giudiziarie transitanti poi nei Palazzi Parlamentari. Ed ancora, l’introduzione degli aggiustamenti, prima il Mattarellum poi il Porcellum, la vera “legge truffa“, nati per dare stabilità ai governi, hanno in realtà generato: da una parte il bipolarismo muscolare rissoso ed incapace di guardare oltre la tornata elettorale e dall’altro la grande disaffezione del popolo dalle urne. Ed ancora, con l’adozione della legge sul federalismo, aggiungerei mancato, tanto agognata dal popolo padano, la Riforma dell’art V della Costituzione. Alle Regioni viene conferito il potere di legiferare, ad esempio in materia di Sanità, conosciamo gli effetti, soprattutto nelle Regioni non virtuose (!!!). L’elezione diretta del Presidente ha trasformato le Regioni da organo di controllo in enormi carrozzoni politici rinomati luoghi di mala politica. Vogliamo parlare della Presidenza Storace-Marrazzo-Polverini , oppure della giunta Formigoni ? Eppure anche in questo caso il cittadino eleggeva il Presidente e quest’ultimo i vassalli, i valvassini ed i valvassori. Oggi in piene crisi compulsiva la politica continua imperterrita a sfasciare il paese. Il Ministro Delrio propone il decreto legge per l’abolizione delle Provincie, già opportunamente svuotate del potere elettivo, la creazione delle Città Metropolitane e l’accorpamento dei piccoli Comuni. Non importa se non esiste la copertura finanziaria, visto che le spese essenziali non saranno abolite, non importa che le Provincie Italiane incidono soltanto per l’1,26% sulla spesa pubblica della Pubblica Amministrazione, non importa se i costi istituzionali delle Provincie Italiane è di 1,77 euro procapite (14.18 euro per le Regioni e 9,39 euro per i Comuni), non importa se negli ultimi 5 anni la spesa corrente delle Provincie è scesa dell’11% (Comuni + 7% Regioni – 2,6%). Bisogna ridurre i costi della politica, continuiamo con lo sfascio delle Istituzioni. Qualcuno ancora grida “ tutti a casa siete accerchiati “ e cavalcando le pulsioni del popolo ha avuto un grande riscontro elettorale o pensa di averlo nel futuro, ma non è aumentando la rabbia, l’insulto che si difende il popolo, anzi si innescano pericolosi percorsi.
Allora cosa fare ?
Il Popolo, nel senso più alto della parola POPOLO, è l’artefice del proprio destino,e non può continuare a far finta che niente è accaduto. Il popolo italiano è cosciente del momento che vive ma non può rimanere ostaggio della minoranza settaria che continua ad attribuire le colpe solo alla politica, aldilà dei colori, esercitando un vecchio vizio dell’italica penisola, quasi che una volta indicato di chi è la colpa, in maniera disincantata, ha finito il suo compitino pensando che la COSA PUBBLICA sia cosa astratta, od ancora peggio, pensando, qualora viva in condizione privilegiata, che la cosa non lo riguarda, errore, prima o poi i problemi ti busseranno a casa. Ernesto Galli della Loggia riconoscendo alla politica la responsabilità primaria dice: “ … l’Italia insomma è stata per un trentennio la scena di un grandioso concorso di colpe tra partiti e la politica da un lato, e dall’altro gli Italiani e – elemento non meno importante – la elite economico-burocratiche che di fatto hanno (eccome !) governato il paese “.
Noi di Rigenerare la Democrazia abbiamo indicato il percorso:
Partecipazione del cittadino nel Rigenerare le Comunità, dalla Famiglia al Paese, dalla Città alla Regione, dall’Italia all’Europa.
Dai territori la proposta, la scelta di classe dirigente.
I Partiti, la Politica centro di ascolto e di proposta e formazione di classe dirigente.
Competenza, cultura, cambiamento reale delle monarchie esistenti.
C’è un paese da rimettere in moto, basta con il voto di pancia, basta con le deleghe in bianco, il Cittadino Protagonista nella COMUNITA’.
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