IL PD TOTALMENTE NEL PALLONE

Piovono convocazioni di conferenze stampa, nessuno ha certezza dei suoi iscritti. Ci sono circoli che non hanno né visto né sentito il nuovo segretario provinciale. Per molti è solo il trionfo della democrazia, per altri l’inizio della fine, almeno di un’epoca.

Il terzo circolo ha tra i suoi animatori Mario D’Asta, ma lo stesso convoca un incontro per la presentazione della lista al City, per venerdì pomeriggio, si firma come coordinatore provinciale dell’area Renzi e come segretario provinciale del PD, del circolo non si conosce l’orientamento, c’è solo un comunicato, che analizzeremo appresso, di un componente dell’Assemblea provinciale, su carta intestata del circolo, che pare contro il compagno di circolo, viceSegretario provinciale, Mario D’Asta

Il secondo circolo, dopo aver ospitato la Puppato, in tour per Civati, pare sia orientato per Cuperlo, non è noto se ascrivibile allo stesso circolo il comunicato firmato PD-per Cuperlo Segretario che convoca un incontro con i giornalisti per venerdì alle 11.

Il primo circolo, come forma di massima democrazia, come più volte evidenziato, si divide: alcuni voteranno per Renzi e hanno indetto una conferenza stampa nella mattinata di giovedì, degli altri componenti non è dato conoscere le tendenze.

Ad un primo esame almeno due circoli sono divisi, almeno per le primarie: se il primo minimizza, considerando una pura espressione di democrazia interna lo scegliere candidati diversi, più complicata appare la situazione nel terzo circolo, dove Elio Accardi, componente assemblea provinciale del P D, nella sua qualità ma su carta intestata del III circolo chiede al Segretario Provinciale del partito “se risulta vero quanto  appreso, dagli organi d’informazione,  in merito ai nomi delle liste collegate ai candidati alle primarie per l’elezione del segretario nazionale, avendo il sottoscritto riscontrato  difformità nella lista Renzi rispetto a quella già presentata in data 25 novembre 2013.

Come sicuramente il Segretario Provinciale saprà, il coordinatore provinciale di Matteo Renzi (alias D’Asta ndr) aveva presentato una lista sottoscritta,  come previsto, da almeno 50 tesserati e formata dal sig  Bellassai, dalla Sen. Padua, dal sig. Branchetti e dalla sig/na Montemagno ed invece si apprende dalla stampa che nella lista al posto della Senatrice Padua risulta la signora Cavalieri Eliana.

Ritenendo legittimo a chiunque candidarsi con chiunque, a maggior ragione se è la moglie del ex segretario comunale di Ragusa Peppe Calabrese il quale da questa mattina  diventa Renziano, si chiede se quanto previsto dall’ art. 9 del regolamento, in merito alla data della scadenza ( 25 novembre) delle presentazioni delle liste, è stato rispettato”.

Accardi chiede ancora “se è possibile cambiare le liste dopo la scadenza prevista, imbrogliando i sottoscrittori della lista stessa, i quali firmano  una lista e poi ne viene presentata un’altra” e invita “ad adoperarsi affinché i regolamenti vengano rispettati a tutela di tutti gli iscritti del partito democratico”, auspicando che “il nuovo segretario provinciale inizi il mandato facendo rispettare a tutti le regole, esternando il malessere di Accardi al suo Vicesegretario Mario D’ Asta , coordinatore dei Renziani in provincia di Ragusa, affinché il nuovo si affermi nel rispetto delle regole e della trasparenza”

Quello che emerge con chiarezza, superiore a quella delle beghe interne del partito e delle correnti, è che un componente del circolo 3 le manda a dire al sodale D’Asta attraverso il segretario provinciale.

Che poi l’inserimento in lista della signora Cavalieri Eliana, da tempo iscritta la PD, forse prima di tanti altri, che, casualmente, risulta la moglie di Peppe Calabrese, possa essere frutto dell’accordo tra la componente neorenziana del primo circolo con i renziani della prima ora, non dovrebbe impressionare più di tanto in un partito dove la parola ‘regole’ è un eufemismo, come ormai acclarato anche dalla stampa sulla base degli enunciati degli organi nazionali del partito.

Da questo quadro ingarbugliato e quanto mai nebuloso emerge che si moltiplicano i circoli ma Calabrese, anche formalmente sconfitto, resta sempre al centro delle preoccupazioni di alcuni componenti del partito, ma occorre anche dire che, forse, Calabrese non è la causa unica di dissidi e contrasti, come più volte ne hanno fatto una bandiera di difesa i segretari provinciali del partito, vecchi e nuovi.

Per la cronaca l’incontro di alcuni componenti del primo circolo con la stampa è servito a spiegare non la linea del circolo ma quella del gruppo Calabrese che sceglie Matteo Renzi alla guida del partito: con Peppe Calabrese, hanno presenziato alla riunione Nanny Frasca e Mariuccia Licitra che si è presentata come espressione della componente renziana del circolo.

L’ex segretario cittadino ha spiegato che il riferimento è l’area Dem, quella a cui appartiene il segretario regionale Lupo, leader di riferimento del circolo. Sono stati approfonditi, nel corso di varie riunioni, i progetti politici di tutti i candidati, considerati come rappresentanti del nuovo, non essendoci fra di loro figure storiche del partito.

E’ stata scelta la figura di Renzi, come espressione di profondo rinnovamento, mentre si vedeva Civati come rappresentante di un nicchia di elettorato che spinge a sinistra, Cuperlo invece rappresenterebbe, per il gruppo Calabrese, un rinnovamento di facciata, espressione di un partito che, sostanzialmente, non ha vinto mai nulla negli ultimi venti anni. Il rappresentante della vecchia casta che intravede il rinnovamento e ha fatto fronte unico come estremo tentativo di salvataggio.

Mariuccia Licitra ha rivendicato la sua appartenenza al gruppo Renzi e ha evidenziato l’area di libertà democratica che si respira nel primo circolo, esprimendo, nel contempo, l’auspicio che la moltiplicazione dei circoli si trasformi in energia per tutto il partito, a livello locale e regionale.

In chiusura dell’incontro, anche su specifiche domande di alcuni giornalisti, sono stati chiariti gli aspetti relativi alle candidature per l’Assemblea Nazionale e sono stati ribaditi i pronunciamenti degli organi nazionali del partito che hanno confermato la validità delle decisioni degli organi regionali, sconfessando, di fatto l’operato della Commissione di Garanzia Provinciale che avrebbe agito in spregio totale delle regole, in ossequio delle quali, però, non sono stati ancora adottati i provvedimenti consequenziali.

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