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IL MONDO E’ FATTO A SCALE…
29 Mag 2013 19:33
Lo sfalsamento temporale di 15 giorni tra le amministrative nel resto d’Italia e le amministrative siciliane danno modo di operare una riflessione in corso di campagna elettorale circa l’orientamento degli elettori, anche se capisco perfettamente che molti dei commenti nostrani ai risultati elettorali sono falsati da esigenze propagandistico-elettorali o semplicemente da pie aspirazioni dei contendenti iblei.
I risultati sono stati tutti abbastanza clamorosi, sia in termini di partecipazione, sia in termini di canalizzazione del voto di protesta, sia in termini di reviviscenza dei partiti, ma anche in termini di totale disallineamento alle previsioni dei sondaggisti che davano in netta ascesa il PDL e in sostanziale tenuta il M5S … è possibile ipotizzare delle refluenze anche per la nostra tornata amministrativa?
Cerchiamo di dare una panoramica completa del fenomeno sintetizzando al massimo …
Il primo dato che è anche, secondo me il più preoccupante in termini di qualità della democrazia, è quello relativo alla partecipazione al voto, con affluenze crollate di percentuali anche a 2 cifre con picchi come quella di Roma crollata del 21% (secondo Alemanno a causa del derby!); credo che il dato vada letto in modo complementare al dimezzamento dei voti del M5S, nel senso che il movimento in questa tornata non è riuscito a catalizzare in pieno la protesta che invece si è tornata a rifugiare nel non-voto …
Appena 3 mesi fa il M5S ha incarnato per gli Italiani sia la protesta contro una classe politica ritenuta autoreferenziale sia la speranza di un cambiamento possibile e radicale … credo che l’accanimento isolazionista, il rifiuto di essere attore del “cambiamento possibile” in attesa del “cambiamento totale” (“quando avremo il 51%!”), il predominio percepito del “Grillo-pensiero” sugli eletti, la scarsa preparazione dei “cittadini” rispetto alle dinamiche parlamentari, e una certa improvvisazione nell’attività politica, abbiano deluso molti di coloro che alle politiche avevano accordato il loro consenso al Movimento.
C’è da dire anche, e questa considerazione può essere comune al M5S e al PDL, i partiti a forte caratterizzazione leaderistica godono di un effetto trascinamento molto più enfatizzato nella competizione nazionale che nelle elezioni amministrative dove il “carisma” del leader incide in modo più limitato e comunque trova un forte contraltare nel “carisma” del candidato sindaco.
Per converso il PD che è risultato mortificato nelle ultime politiche proprio dal “rifiuto” (o, a seconda delle chiavi di lettura, dalla scarsa capacità) di Bersani di vestire i panni del leader “carismatico” ritagliandosi invece il ruolo del “coordinatore concreto e rassicurante” (cosa che gli viene contestata come errore strategico), ha subito in maniera nettamente inferiore il “gap” nelle amministrative, dove ha influito molto di più il fattore “radicamento nel territorio” e la maggiore qualità ed esperienza del personale politico “locale”.
Va a mio avviso letto alla luce di queste considerazioni il totale disallineamento tra i sondaggi che continuano ad essere pubblicati sulle preferenze di voto degli Italiani e i risultati amministrativi che risultano totalmente distonici e che assegnano un inatteso e territorialmente generalizzato predominio al centrosinistra; questo ovviamente non significa che si avrebbe lo stesso risultato se si tornasse a votare per il Parlamento nazionale.
Un ulteriore elemento di riflessione è dato dal fatto che vuoi per il sistema elettorale a doppio turno, vuoi per le relazioni esistenti in modo più “concreto” nei territori che hanno permesso il “ricrearsi” di alleanze abbastanza omogenee, contrariamente a quanto è avvenuto per le politiche, il voto per le amministrative si è espresso di nuovo in modo nettamente bipolare, cosa che, anche in assenza del crollo dei consensi che si è verificato, avrebbe comunque penalizzato l’isolazionismo del M5S.
Assolutamente sorprendenti poi sono state le reazioni che stavolta si sono registrate alla lettura dei dati elettorali …
Per la prima volta non tutti hanno trovato modo di dire di aver vinto: Berlusconi, per esempio, in vacanza semplicemente non si è fatto raggiungere!
In compenso Grillo ha dato luogo a una performance particolarmente articolata prendendosela con gli elettori (“l’Italia peggiore ha scelto i partiti”) , con la comunicazione che ha oscurato il Movimento (ovviamente il problema della visibilità non è dato dall’interdizione alla partecipazione alle trasmissioni televisive), per poi pubblicare sul blog un’ardita dimostrazione numerica tesa a dimostrare che il Movimento ha vinto e che i partiti hanno perso (contento lui…) allineandosi in questo modo alla più banale delle abitudini dei partiti italiani che notoriamente vincono sempre …
Ma anche in casa Pd, dopo l’eco del sospiro di sollievo che si è sentito “dal Cenisio alla balza di Scilla”, si è registrato un sibillino commento sul rafforzamento del Governo che non può certo riferirsi alla formula delle larghe intese visto che dappertutto c’è uno scontro all’ultimo voto tra centrodestra e centrosinistra, ma che evidentemente era riferito al fatto che l’indebolimento del PDL ridimensiona le continue minacce dei “falchi di quel partito di togliere il sostegno al governo Letta.
E proprio sul PD vorrei spendere l’ultima riga: mi sembra molto graffiante e azzeccato il commento di Luzi su Repubblica “PD sorpasso in retromarcia”, volendo rappresentare che il centrosinistra in effetti non ha “vinto” riguadagnando consensi, ma in termini di voti ha “perso” meno degli altri, rappresentando il famoso monocolo nel mondo di orbi … Spero che questo risultato non rassicuri una classe dirigente che deve comunque interrogarsi in modo schietto sulla necessità di aprirsi alla propria “base” che ha sempre dimostrato di credere in questo partito molto più della dirigenza.
Un’ultima notazione risulta doverosa sui riverberi nella nostra città di questo trend nazionale …
Si può ipotizzare una traslazione in ambito locale del trend nazionale quando l’unico elemento di uniformità è costituito dallo “splendido isolazionismo” del M5S?
Per il resto, contrariamente a quanto è accaduto nel resto di Italia, il centrodestra si è spaccato in 2, il centrosinistra si è frantumato in 3 schegge di cui una sostiene come sindaco il candidato che fino all’anno scorso era il vicesindaco del centrodestra e che ora si dichiara (assieme al suo movimento che ha inglobato la maggior parte della vecchia maggioranza) “né di destra né di sinistra” e “in discontinuità” con ciò che era fino a 8 mesi fa …
Qualcuno vuole provare a risolvere il puzzle?
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