IL GOVERNO REGIONALE PROMUOVERÀ UN RICORSO AVANTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE

   “Nel corso della seduta odierna dell’Assemblea Regionale Siciliana, ho chiesto al governo regionale di dare seguito alla mozione sulla riorganizzazione della distribuzione sul territorio regionale degli uffici giudiziari della quale sono firmatario. L’Assessore regionale Beppe Spampinato si è impegnato a sensibilizzare sull’argomento il Presidente della Regione”.  A darne notizia è l’on. Ammatuna che, insieme ad altri deputati regionali, nel giugno scorso ha presentato la mozione per evidenziare la violazione dell’art. 23 dello Statuto speciale della  Regione Siciliana, che vanta una specifica prerogativa in ordine ai massimi presidi giudiziari sul territorio. Nell’atto parlamentare  si impegna il governo regionale a   promuovere   ricorso   innanzi   alla   Corte costituzionale nel caso in cui il Governo  nazionale       dovesse procedere alla revisione  delle circoscrizioni  giudiziarie  senza  concertazione  e condivisione con la Regione siciliana. Visto che ciò nei fatti è avvenuto, per il parlamentare regionale del PD questa rimane l’unica strada percorribile. Come è noto, la legge 14 settembre 2011,  n.  148 delega al Governo la  riorganizzazione della  distribuzione  sul  territorio  degli  uffici giudiziari, fissando i  principi  direttivi  ed  i criteri che devono  condurre  alla  riorganizzazione       territoriale   del    sistema    giudiziario,    con l’obiettivo  di  ridurre  il  numero   delle   sedi, razionalizzare la spesa  ed  accrescere  l’efficacia dell’amministrazione della giustizia. Con successivo decreto legislativo il governo ha provveduto alla soppressione di alcuni tribunali siciliani, fra questi anche quello di Modica, senza che vi sia stata concertazione ne tanto meno condivisione da parte della Regione siciliana. Questa posizione è stata esternata e ribadita da Ammatuna anche nel corso della seduta aperta del consiglio comunale di Modica che si è svolta lunedì 3 settembre. “Il decreto legislativo prevede – conclude l’on. Ammatuna – che entro due anni dalla sua emanazione sono possibili correzioni e modifiche. Dato che, nel caso della soppressione del tribunale di Modica, c’è da un punto di vista formale una presunta violazione dell’art. 23 dello Statuto speciale della  Regione Siciliana e  da un punto di vista sostanziale la risibilità delle motivazioni legate ad una riduzione dei costi di gestione e all’aumento dell’efficienza operativa, credo che il ricorso alla suprema corte sia un atto dovuto”.

 

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