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Il dramma dell’uccisione di Giuseppe Ottaviano: l’omicidio ricostruito in aula dagli investigatori
07 Ott 2026 08:49
Un’udienza fiume, a tratti dolorosa per i famigliari di Giuseppe Ottaviano che vi hanno assistito. Inizio alle 10, e conclusione poco dopo le 19 di ieri. In aula, alla Corte d’Assise di Siracusa, si è entrati nel vivo della ricostruzione dell’omicidio di Giuseppe Ottaviano, 42enne, ucciso a Scicli, nella notte tra l’11 e 12 maggio 2024.
Gli imputati, entrambi presenti, e che rispondono di omicidio aggravato in concorso e violazione di domicilio aggravata sono Giovanni Agosta, 44 anni (difeso dagli avvocati Francesco Villardita e Daniela Coria) e del 27enne Antonino Morana (difeso dall’avvocato Edoardo Cappello). La famiglia di Ottaviano, madre e sorella, si è costituita parte civile attraverso gli avvocati Daniele Scrofani (ieri in udienza sostituito dalla avvocata Alessandra Simonelli) e Luigi Piccione.
Secondo l’ipotesi accusatoria l’omicidio sarebbe scaturito da un movente passionale, bloccare le insistenze di Ottaviano che voleva riprendere la relazione con la sua ex compagna. Agosta (il nuovo compagno della donna), e Morana, dopo una serie di sopralluoghi nelle vicinanze della casa di Ottaviano, avrebbero forzato il portone di ingresso e si sarebbero introdotti in casa aggredendo Ottaviano fino a causarne il decesso.
E’stato il tenente colonnello Giuseppe Licciardello, comandante del Reparto operativo del Comando provinciale dei carabinieri di Ragusa a esporre in aula, con il supporto di materiale video, ogni passo dell’indagine condotta dai militari dell’Arma, Nucleo Investigativo di Ragusa, Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica, Tenenza di Scicli e Ris di Messina. Il dirigente ha ricostruito attraverso le fonti di prova raccolte, ogni aspetto che avrebbe portato all’incriminazione dei due soggetti: dall’analisi dei tabulati telefonici e dei contatti, ai sopralluoghi che hanno preceduto il crimine, dallo studio della abitazione dove si è consumato il delitto, alla reale scena del crimine fornendo minuziosamente la lettura investigativa di tutti gli elementi raccolti, compreso il movente. Una esposizione dolorosa per i famigliari che hanno rivissuto il dramma di quella drammatica notte.
I due imputati secondo la tesi accusatoria, si sarebbero introdotti in casa di Ottaviano nella notte tra l’11 e il 12 maggio 2024, dopo avere effettuato dei sopralluoghi, aggredendo l’uomo che, in condizioni psicofisiche rese estremamente fragili dalla assunzione di sostanze stupefacenti e alcol, non sarebbe stato in grado di difendersi, e sarebbe deceduto a seguito delle percosse subìte.
Nel controesame del teste le difese hanno messo in dubbio la corretta corrispondenza dei due attuali imputati con le figure riprese dalle telecamere tanto che, già in fase di richieste preliminari, avevano ravvisato la necessità che la Corte disponesse una perizia antropometrica sulla quale i giudici, ad oggi, hanno mantenuto la riserva. Nel corso dell’udienza di ieri, è stato conferito incarico ad un perito per la trascrizione delle intercettazioni. L’udienza, al termine del controesame, è stata rinviata al prossimo 27 ottobre per sentire altri due militari che hanno partecipato alla attività di indagine.
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