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IL CENTROSINISTRA E LA DEMOCRAZIA INTERNA…
18 Ott 2012 05:48
Si è messa finalmente in moto la macchina delle primarie del centrosinistra. Anche se è paradossale finora la partita più complessa si è giocata dentro il PD con la modifica statutaria che permette a Renzi di “correre” contrariamente a quanto originariamente prevedeva la norma che permetteva di partecipare solo al segretario.
Bersani confermando le proprie doti di buonsenso ha accettato la sfida che gli ha lanciato Renzi evitando di farne un “martire” della democrazia e cogliendo l’occasione per rendere più aperta la gara per le primarie che con un solo candidato del PD sarebbero state una competizione dal destino segnato.
Il centrosinistra da queste primarie che ora sono “vere” trarrà nuova spinta motivazionale grazie alla mobilitazione e nuovi stimoli di partecipazione grazie alla gara di democrazia interna al centrosinistra stesso.
E questo è quanto finora è emerso da questa vicenda, ma a voler leggere tra le righe le primarie del centrosinistra lasciano intuire molto di più in chiave di prospettiva per il futuro.
Premesso che in attesa della nuova legge elettorale (ammesso che ne verrà varata una) è prematuro parlare di alleanze e definirle in modo puntuale, non c’è dubbio che queste primarie lasciano già intravvedere uno scenario politico probabile.
Alle primarie parteciperanno Bersani e Renzi, ma anche Vendola e Tabacci: quali implicazioni ha questo fatto?
Di fatto, in sordina, senza grandi proclami e fiumi di inchiostro mi sembra che si profili già l’alleanza che si proporrà al governo dell’Italia.
Bersani con la sapienza che ha finora dimostrato continua a tessere la sua tela in preparazione delle elezioni di primavera: da un lato si tiene stretto Bruno Tabacci come competitore “moderato” delle primarie, che accettato come competitore da Vendola, di fatto costituisce la dimostrazione dell’assenza di “veti” all’alleanza con l’UDC; dall’altra firma il documento di intenti con Nencini e lo stesso Vendola di fatto isolando Di Pietro che si è spinto su posizioni estreme su Napolitano e sulla critica al governo Monti.
Peraltro il controcanto di Casini è assolutamente dentro lo spartito: non vi sembra curioso che Casini rispetto al “decalogo” firmato da PD, SEL e PSI abbia trovato da rilevare solo il mancato richiamo all’agenda Monti?
Praticamente un rilievo di stile riguardo al “passato” e nessun distinguo riguardo al contenuto del “canovaccio programmatico” sottoscritto dalla parte sinistra della futura potenziale alleanza.
Alla luce di questi “fatti” politici un’alleanza che vada dall’UDC al SEL non sarebbe perfettamente coerente?
Forse le mie sono solo delle fantasie, e certamente il varo di una legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza in favore del primo partito (invece che per la coalizione) che di fatto non incentiva le alleanze preelettorali, ma le crea in Parlamento, potrebbe bloccare il processo fin qui portato avanti, ma in caso di una legge elettorale maggioritaria con premio per l’aggregazione preelettorale troverebbe già il solco tracciato dalla paziente strategia messa in atto da Bersani.
Se son rose fioriranno (guardacaso in primavera)!
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