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Il Carburante in Sicilia è il più caro d’Italia
07 Mar 2026 10:49
La Sicilia affronta una “stangata” sul carburante che sta mettendo a dura prova il settore dell’autotrasporto merci e persone. Secondo la CNA Fita Sicilia, il prezzo della benzina e del diesel nell’Isola è più alto rispetto alla media nazionale, creando una situazione definita dai responsabili dell’associazione come una “tempesta perfetta”.
Il fenomeno è determinato da due fattori principali: l’impennata dei prezzi legata al conflitto in Iran e le tensioni interne alla raffineria Isab di Priolo, in contenzioso con Lukoil Italia. La raffineria, tra le più grandi d’Europa, copre circa l’80% del fabbisogno siciliano e un terzo di quello nazionale. I blocchi temporanei e le incertezze gestionali hanno provocato un aumento ingiustificato dei prezzi alla pompa.
Secondo la CNA Fita, il rincaro dei carburanti può comportare 3.000 euro di costi aggiuntivi per singola impresa nel breve periodo, cifra che potrebbe salire fino a 15.000 euro se la crisi dovesse protrarsi.
Richieste urgenti al Governo e alla Regione Siciliana
Gli operatori del settore chiedono interventi immediati. A livello nazionale, la CNA Fita ha già richiesto un credito d’imposta straordinario da finanziare con l’extra gettito IVA. In Sicilia, però, servono misure specifiche: convocare un tavolo di crisi per risolvere il contenzioso tra Isab e Lukoil Italia. Stanziare risorse immediate tramite Irfis e Crias, istituendo un fondo destinato alle imprese di autotrasporto merci e persone che copra il 30% dell’acquisto di scorte di carburante a partire dal 1° gennaio 2026.
Salvatore Ranno, presidente di CNA Fita Sicilia, sottolinea l’urgenza di azioni concrete: “Il settore dell’autotrasporto è strategico per l’economia siciliana e non può essere lasciato solo. Servono misure immediate per sostenere imprese e famiglie”.
Un settore in ginocchio ma cruciale per l’economia dell’Isola
Il settore dell’autotrasporto rappresenta una colonna portante dell’economia siciliana. L’aumento dei costi del carburante rischia di compromettere la sostenibilità di molte imprese, già provate dalle tensioni internazionali e dai problemi interni alla raffineria.
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