Il caldo uccide. O, almeno, può aumentare il rischio di morte soprattutto tra gli anziani e le persone più fragili. Ma quanto questo rapporto sia automatico è una questione più complessa di quanto possa sembrare leggendo titoli e temperature. Nelle ultime settimane si è tornati a parlarne dopo i dati del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SiSMG), gestito dal dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio per conto del ministero della Salute. Il sistema raccoglie i decessi comunicati dalle anagrafi di 54 città italiane e permette di confrontare rapidamente la mortalità osservata con quella attesa. Tra il 25 maggio e il 30 giugno 2026, in coincidenza con le prime ondate di calore, tra gli over 65 delle città monitorate è stato rilevato un eccesso di mortalità del 3 per cento, definito comunque “contenuto”. A essere maggiormente interessati sono stati i grandi anziani, gli over 85.
E da noi? Ragusa non fa parte delle 54 città del sistema SiSMG. In Sicilia sono monitorate Messina, Palermo, Catania e Siracusa. Per sapere cosa sia accaduto quest’estate nei dodici comuni iblei bisognerà quindi attendere i dati Istat sulla mortalità di luglio. Nell’attesa abbiamo guardato indietro, elaborando i dati giornalieri Istat dei decessi nei dodici comuni della provincia dal 2011 al 2025. Ed emerge un quadro che invita a ragionare.
Il luglio con più morti è stato quello del 2023, con 329 decessi. Seguono il 2022 con 307 e il 2021 con 292. Ma nel luglio 2025 i morti furono 225, il terzo valore più basso dei quindici anni esaminati, dopo i 206 del 2013 e i 220 del 2016. La media dei mesi di luglio dal 2011 al 2024 è di 267 decessi. Nel 2025, dunque, ne furono registrati circa il 16 per cento in meno. Un dato interessante anche alla luce di ciò che accadde nel resto d’Italia. Il rapporto conclusivo del ministero della Salute indica infatti che nell’estate 2025, nelle 54 città monitorate, la mortalità fu complessivamente del 4 per cento inferiore a quella attesa, nonostante temperature superiori alla media. Soltanto tra gli over 85 si registrò un lieve aumento, pari al 2 per cento. Questo significa che il caldo non uccide? Naturalmente no. Gli effetti delle alte temperature sulla salute, soprattutto delle persone anziane e fragili, sono documentati. Significa però che non esiste un’equazione semplice per cui a un’estate più calda corrisponde necessariamente un aumento generale dei morti. Età della popolazione, condizioni di salute, durata delle ondate di calore, temperature notturne, prevenzione e molti altri fattori possono fare la differenza.
# Antonio Casa
**Giornalista | Economia, società, ambiente e analisi dei dati**
Antonio Casa è un giornalista con oltre trent'anni di esperienza nell'informazione quotidiana, televisiva e digitale. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Sicilia come pubblicista dal 1992 e come professionista dal 12 settembre 2006, si occupa prevalentemente di economia, lavoro, ambiente, energia, sanità, servizi pubblici, agroalimentare e trasformazioni sociali.
Ha lavorato come redattore ordinario al *Quotidiano di Sicilia* dal 2007 al 2016, coordinando le pagine Ambiente & Energia, Sanità e Consumo e il sito qds.it. È stato collaboratore del *Sole 24 Ore* per il Sud-est siciliano, del quotidiano *La Sicilia* e dell'agenzia di stampa AGI.
Ha maturato una lunga esperienza anche nell'informazione televisiva, come direttore responsabile delle trasmissioni giornalistiche di Radiovideo Mediterraneo, corrispondente di Telecolor e conduttore della trasmissione settimanale *Isola Verde* su Antenna Sicilia, dedicata all'agricoltura siciliana.
Dal 2020 collabora con **RagusaOggi.it**, dove firma articoli e approfondimenti dedicati ai fenomeni economici, sociali e ambientali della provincia di Ragusa e della Sicilia. Cura inoltre la rubrica settimanale *FuoriCasa*, che mette in relazione temi di interesse generale con la realtà ragusana.
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